Muore per overdose alla Stella Maris

La tragedia di un 24enne di Montesilvano che aveva deciso di vivere con il suo amico a 4 zampe tra i disperati dell’ex colonia
╘di Antonella Luccitti
MONTESILVANO. Una nuova tragedia si è consumata ieri mattina, tra rifiuti e degrado, all’interno della Stella Maris di Montesilvano. Un ragazzo di appena 24 anni, Lorenzo Minnilli, di Montesilvano, è stato trovato morto, probabilmente a causa di un’overdose. Il giovane, che aveva problemi di tossicodipendenza ed era noto alle forze dell’ordine, da qualche giorno, si era allontanato dall’abitazione della famiglia e aveva trovato ricovero nell’ex colonia fascista, dove attualmente vivono una decina di disperati.
In compagnia del suo cane, Minnilli condivideva con altri “inquilini” le stanze all’ultimo piano dell’edificio che si affaccia sul mare. Qui sono stati trovati anche un generatore di corrente, un computer e delle casse. Ad allertare i soccorsi sono stati gli stessi senzatetto che abitavano con lui e che, notando che non dava segni di vita, hanno allertato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i carabinieri del comandante Vincenzo Falce, la polizia provinciale e i soccorritori del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo. A chiarire le cause della morte sarà l’autopsia, anche se stando a quanto riferito dalle persone presenti, durante la serata di lunedì, il giovane aveva fatto uso di droghe e assunto farmaci. Nel corso della notte, gli ospiti avevano notato che il 24enne aveva il respiro affannoso, ma nessuno si è preoccupato di questo, pensando che stesse semplicemente russando. Sul posto sono arrivati anche alcuni familiari del giovane che, disperati, hanno recuperato i suoi effetti personali e hanno preso in custodia il suo cane, che in un primo momento ha cercato di proteggere il padrone, rendendo difficili i soccorsi per i medici del 118. Il dramma consumatosi ieri all’interno Stella Maris, arriva ad appena 2 anni da un’altra tragedia che, nell’aprile del 2015, scosse fortemente la città adriatica. In quell’occasione, a perdere la vita fu un tunisino di 54 anni che all’esterno dell’ex colonia si era prima cosparso di benzina dandosi poi fuoco davanti agli occhi sconvolti di alcuni passanti. Anche in quel caso, si trattava di un senzatetto ospite della struttura. Come successe allora, anche oggi la tragedia riaccende i riflettori sullo stato di abbandono della Stella Maris, dove ormai da decenni regna il più assoluto degrado. Nonostante la volontà di Comune, Provincia e Regione di restituire una nuova vita all’aeroplanino, trasformandolo in un convitto o nella sede adriatica dell’Accademia delle Belle Arti di Roma, i lavori di riqualificazione sono fermi al palo. Così, dopo la bonifica dello scorso giugno, oggi la Stella Maris appare nuovamente come una discarica, piena di rifiuti, dove prostitute, tossicodipendenti, senzatetto ed extracomunitari, trovano rifugio di notte tra escrementi, siringhe e preservativi. Alcune stanze appaiono completamente bruciate, a causa di un rogo che si è sviluppato qualche mese fa riducendo in fumo dei materassi, altri locali sono stati trasformati in insalubri latrine, mentre solo alcune hanno la parvenza di piccoli rifugi di fortuna, “arredati” con materassi, coperte, scatoloni e pochi oggetti personali. È proprio in una di queste che nelle ultime settimane Lorenzo Minnilli aveva trovato rifugio con il suo amico a quattro zampe, prima che la droga spezzasse la sua giovane vita.
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