Muore un mese e mezzo dopo l’incidente

15 Settembre 2023

Giorgio Chiappini, 58 anni, volontario della Protezione civile, dallo scorso 30 luglio era ricoverato in Rianimazione ad Atri

FARINDOLA. La speranza non si è mai spenta, dal 30 luglio. La moglie, i figli e i tanti amici di Giorgio Chiappini confidavano in una ripresa ma il 58enne di Farindola non ce l’ha fatta. È morto ieri all’ospedale di Atri dove era ricoverato in Rianimazione. Era stato trasferito lì dall’ospedale di Pescara, dove era finito, sempre nel reparto di Rianimazione, dopo un incidente stradale a Cepagatti, mentre viaggiava in moto. Una notizia tristissima per tutto il paese. Chiappini, originario di Loreto, era un farindolese di adozione e si era integrato perfettamente nella comunità assumendo un ruolo di primo piano nella protezione civile.
Il 58enne, che lavorava come casellante per l’Autostrada dei parchi, «era arrivato in punta di piedi ma si era integrato alla perfezione e ha dato molto al paese, essendo attivissimo nell’associazionismo», dice il vice sindaco Luca Labricciosa. «Era una persona stupenda, sempre disponibile», prosegue malinconico Labricciosa, e «non ci aspettavamo questo epilogo tragico, la speranza era che si riprendesse» dalle conseguenze dell’incidente. Quel giorno, il 30 luglio, Chiappini viaggiava su un motociclo Piaggio che all’incrocio tra via Forlani e via Di Luzio, a Cepagatti, si è scontrato con una Volkaswagen Golf condotta da una donna di 39 anni di Nocciano, come accertato dalla polizia locale (comandante Daniela Masciulli). Sulla Golf c’era anche un uomo e i due sono usciti illesi dall’auto mentre le condizioni di Chiappini erano gravi. Un messaggio di cordoglio alla famiglia, a nome del Comune, arriva da Labricciosa il cui pensiero va alla moglie del 58enne, Anna, e ai tre figli, Giovanni Francesca e Claudia.
Massimiliano Giancaterino lo ricorda come «un gran lavoratore, sempre sorridente e molto operativo con la Protezione civile locale e regionale» e proprio dalla Pivec (Pronto intervento volontariato emergenze civili) di Farindola arrivano le parole di Vincenzo De Berardinis. «Giorgio era un fratello, per me. Con lui, 25 anni fa abbiamo iniziato insieme il percorso nella Pivec, convenzionata con la Regione. Siamo stati i soci fondatori, a Farindola, e ci siamo occupati di tutte le emergenze che si sono susseguite. Lui ci teneva molto e ha lavorato parecchio. Si intendeva di tutto, era esperto di motori e impianti tecnici. È una grave perdita non solo come amico ma anche per la collettività».