Muratore saltuario cercava un impiego «Un bravo ragazzo»

Increduli i vicini di casa: educato, sempre calmo tranquillo Ma in Questura risultano precedenti per furto e droga
PESCARA. Ha fatto il muratore per qualche tempo in una grossa ditta pescarese ma poi non l’hanno più chiamato. Arkadiusz Miksza, 22 anni ancora da compiere aveva scelto di rimanere a Pescara quando il fratello più grande se n’era tornato in Polonia. ma il lavoro non si trovara e lui si arrangiava come poteva tanto da essere già noto alle forze di polizia, come risulta in Questura, per reati relativi ai furti e alla droga. Ma nel quartiere alle spalle della parrocchia di San Luigi i residenti lo descrivono come un ragazzo educato, bravo, calmo. E ieri pomeriggio, sotto casa in via Tibullo c’era chi piangeva appena saputa la notizia, come una vicina che trattenendo a stento le lacrime dice «non ci posso credere, lo salutavo sempre, una persona educata».
Eppure in qualche giro strano ci si era infilato se ieri mattina ha incontrato il suo assassino per farsi aiutare a sistemare un computer e poi hanno iniziato a litigare per presunti debiti di droga. Soldi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che l’assassino doveva ad Arka che per questo avreebbe avviato una lite per lui risultata fatale.
«Era un amico nostro», dice un altro residente della zona con un barboncino al seguito, «l’ho visto proprio sabato mattina abbiamo preso un caffè al bar qui di fronte, tranquillo, sereno come sempre.
Chi nella zona lo conosceva racconta della sua voglia di lavorare e di questa ricerca perenne di un’occupazione. «Stava qui, non faceva niente, spesso veniva la mamma a cucinargli a pulirgli casa, ma non ha mai dato problemi, anzi, povero Arka, e chi se l’immaginava».
Terzo di tre fratelli, aveva una pagina Facebook su cui, negli ultimi mesi, aveva pubblicato commenti delusi probabilmente per una storia d’amore finita.
(s.d.l.)
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