Muriana torna a casa: dimesso dall’ospedale dopo il tentato suicidio

25 Giugno 2020

Era atteso dai pm per rispondere della presunta calunnia su Rigopiano L’avvocato Reboa: «Processo da spostare, a Pescara non c’è serenità»

PESCARA. Dopo sette giorni di ricovero, esce dall'ospedale di Chieti e torna a casa l'ex capo della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, dopo il tentativo di togliersi la vita con il gas di scarico dell'autovettura.
Sul perché di quel gesto sono state aperte due inchieste, una a Chieti in quanto Muriana è stato ritrovato nella sua auto in una zona periferica di Francavilla al Mare da una pattuglia dei carabinieri forestali; e l’altra a Pescara dove i magistrati, quello stesso giorno, lo stavano aspettando in procura, insieme ai suoi legali, Augusto La Morgia e Marco Spagnuolo, per essere sottoposto a interrogatorio quale indagato per calunnia in relazione alle accuse che Muriana aveva mosso contro tre carabinieri forestali, la cui posizione fu archiviata. Stando al biglietto lasciato da Muriana in auto, il suo gesto sarebbe da mettere in relazione con la vicenda del disastro di Rigopiano.
«Sono estraneo a tutta la vicenda», avrebbe scritto in sintesi - e non sapevo nulla di quella telefonata di aiuto fatta in Prefettura», riferendosi alla chiamata del cameriere Gabriele D'Angelo, una delle 29 vittime della tragedia che la mattina del 18 gennaio 2017 chiamò la Prefettura per chiedere aiuto. E questo gesto disperato, sul quale Muriana avrebbe detto agli inquirenti di non aver subito pressioni da parte di nessuno, adesso potrebbe essere usato per uno scopo ben preciso: tentare di spostare il processo in un'altra città.
E' questo che avrebbe chiesto la madre di una delle vittime qualche giorno fa, ed è questo che chiede adesso anche l'avvocato Romolo Reboa (che assiste alcune parti offese), ritenendo che a Pescara ormai non ci sia più la serenità necessaria per celebrare un processo così complesso e che ha portato anche a uno scontro istituzionale con la denuncia di Muriana contro i carabinieri e di uno di questi contro Muriana per calunnia, e anche altro che la procura ha registrato, per ora, come abuso d'ufficio.
Intanto il presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza, come il Centro aveva anticipato qualche giorno fa, sta lavorando su più versanti per permettere di tenere la prossima udienza preliminare. Quest'ultima è fissata per il 10 luglio, data che difficilmente potrà essere rispettata per una serie di problemi legati comunque sempre al distanziamento sociale. C'è anche l'alternativa del Palasport Giovanni Paoli II, per il quale però si è in attesa dell'autorizzazione del ministero di Giustizia che dovrà, nel caso, stanziare anche i fondi necessari.
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