«Musei aperti sabato e domenica»

4 Febbraio 2015

Dopo il censimento dei beni, l’assessore Marchegiani punta ad allungare l’orario

PESCARA. Nel censimento del patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Pescara, messo su carta dalla giunta del sindaco Marco Alessandrini, compaiono otto strutture comunali gestite direttamente dall’amministrazione: l’Aurum, il museo Cascella, il Museo del mare, il museo Vittoria Colonna, il circolo Aternino, l’auditorium Cerulli, la sala Aternum e i serbatoi della vecchia stazione. L’obiettivo, sulla scorta delle fortunate esperienze realizzate nelle maggiori città d’arte italiane, è quello di varare un progetto che prevede «l’allungamento della fascia oraria di apertura dei musei», aprendo le porte delle eccellenze pescaresi anche al pubblico del week-end.

«Stiamo lavorando», spiega l’assessore al patrimonio culturale Paola Marchegiani, «per prolungare gli orari di chiusura dei musei, tenendoli aperti anche il fine settimana, sabato sera compreso. L’idea è di stilare un calendario diversificato tra l’estate e l’inverno, in maniera da valorizzare al meglio il patrimonio culturale del nostro territorio».

Nei giorni scorsi l’esecutivo ha approvato il “Censimento del patrimonio storico culturale e paesaggistico di Pescara” predisposto dagli uffici comunali e recepito anche in commissione Cultura, per «definire tutte le iniziative da adottare per la tutela, il recupero, la salvaguardia e la conservazione», sottolinea il sindaco.

Il patrimonio culturale è stato suddiviso in più sezioni, per distinguere quello gestito dal Comune dalla quota di edifici gestiti da terzi. In quest’ultimo caso le strutture sono sei: l’auditorium Flaiano, il teatro D’Annunzio, lo Spazio Matta, il Museo delle Genti d’Abruzzo, il Mediamuseum e la vecchia stazione ferroviaria.

«Il punto di partenza è l’articolo 10 comma 5 del codice dei Beni culturali», precisa Marchegiani, «in virtù del quale sono stati aggiunti anche edifici che non hanno una definizione netta nel patrimonio, ma che sono adibiti a strutture culturali per le attività svolte. La delibera non ha oneri, siamo in un ambito di predissesto, quindi possiamo confidare nel reperimento di risorse da altri enti, come la Regione che ha già avuto un ruolo fondamentale nel dare sostegno a questa azione positiva».

Nell’elenco ci sono poi i beni culturali presenti sul territorio. Oltre a una ricognizione che risale agli anni Novanta, ci sono il parco archeologico paesaggistico di Colle del telegrafo, Fonte Locca, Fonte Borea, mosaico golenale, resti di Santa Gerusalemme, chiesa di Sant’Anna, il progetto Real Piazza, teatro Michetti, archivio storico, Città della musica, fontana “Le 5 cannille”, stele dannunziana, casino di caccia Giammaria e l’edificio del dopolavoro ferroviario. Gli altri beni culturali non di proprietà comunale sono la torretta dannunziana, i locali del genio militare in via delle Caserme, la caserma Di Cocco, castelletto Giammaria, museo Paparella e il circolo canottieri “La pescarina”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA