Musica e palloncini bianchi: mille in lacrime per Joanna

10 Febbraio 2019

Commozione a San Franco per la mamma, incinta di 4 mesi, morta a 24 anni Cerimonia di quasi due ore tra gli applausi della folla e le note di Ermal Meta

FRANCAVILLA. Oltre mille persone hanno voluto dare l'ultimo saluto a Joanna Hoxha, la 24enne mamma di Francavilla, incinta di 4 mesi, morta improvvisamente martedì scorso per una trombo embolia polmonare massiva, come stabilito dall'autopsia. Una folla commossa e silenziosa si è stretta intorno a una famiglia devastata dal dolore, dentro la chiesa di San Franco, fin troppo piccola per accogliere la partecipazione di una comunità intera.
Occhiali neri, occhi lucidi, lacrime e fazzoletti in mano: è stata questa la scena che ha accompagnato il funerale durato quasi due ore e cominciato poco dopo le 15,30. Il rintocco delle campane ha annunciato l'arrivo del carro funebre, scortato dalla macchina con i familiari di Joanna. Dentro c'era Fabio Scarponi, compagno della ragazza e padre della loro figlia di un anno e mezzo. Sorretto dai parenti, Fabio ha visto la bara in legno chiaro, ornata da fiori bianchi, entrare in chiesa accompagnata da don Michele Masciarelli e da tutti i presenti.
«La morte è un disastro», ha detto il parroco di San Franco in apertura della sua omelia, «un disastro se riguarda un bambino, un adulto, un anziano o, come in questo caso, una giovane donna e una giovane mamma». A sentire le sue parole, in una chiesa gremita, anche i genitori di Joanna, mamma Laura e papà Blindar, entrambi visibilmente provati. Don Michele ha proseguito: «La morte è un disastro se non interviene nostro Signore, capace di prenderci e di portarci in un altro mondo, per un nuovo inizio. In questo momento le parole, così come le condoglianze, non servono a niente. Ma la fede può aiutare a lenire le ferite che una tragedia del genere provoca». Poi si è rivolto direttamente alla famiglia della ragazza, nata in Grecia ma di origini albanesi: «In questi giorni, mi sono sentito in imbarazzo nel venirvi a trovare, ma vi prometto che lo farò. Voglio portare una parola di conforto tra di voi, voglio che sappiate che don Michele Masciarelli ci sarà sempre e vi sarà vicino».
Dopo la benedizione, il momento dell'ultimo saluto. Due ali di persone hanno fatto da sfondo all'uscita della bara dalla chiesa, seguita dalla mamma, in lacrime, inconsolabile, abbracciata a Fabio, accarezzati dalle mani degli amici. Un lungo applauso ha accompagnato il volo in cielo di un mazzo di palloncini bianchi, poi in silenzio tutti hanno ascoltato le note di Piccola Anima di Ermal Metal, conclusa anche qui con un lungo applauso. Quindi gli abbracci, le lacrime, i singhiozzi, in un lunghissimo saluto che si è concluso quando il sole era ormai andato via.
Al termine l'ultimo viaggio verso il cimitero di Francavilla, dove Joanna riposerà in pace. Una morte assurda, che nessuno sa spiegarsi, per cui nessuno riesce a darsi pace, ma che nel momento del dolore più grande deve dare a Fabio, alla piccola e alla loro famiglia la forza per andare avanti.