Nadia e Bartolo, l’udienza slitta a maggio

Il caso dei coniugi raggirati: sott’accusa un 35enne pescarese che gli avrebbe spillato la pensione
PESCARA. Slitta al 14 maggio la prima udienza a carico di Carmine Di Felice, il 35enne pescarese che avrebbe raggirato e spillato soldi alla coppia di pensionati Nadia e Bartolo, la cui storia finì alla ribalta nazionale grazie a un servizio televisivo di Giulio Golia per Le Iene. L’udienza di martedì davanti al gup Elio Brongrazio è saltata per difetto di notifica all’imputato. Di Felice è accusato dal pm Andrea Papalia di circonvenzione di persone incapaci e di millantato credito.
Nadia e Bartolo, che nel procedimento sono assistiti dagli avvocati Giovanni Mangia e Sabrina Di Liso, sono due anziani semplici e ingenui, che arrivano a fine mese grazie a una modesta pensione di invalidità. Venti anni fa sono rimasti soli perché il tribunale tolse loro le due figlie. Le ragazze sono riuscite a rintracciarli e, dopo aver scoperto il raggiro, hanno chiesto l’intervento della trasmissione “Le Iene”. Di Felice, con la promessa di far avere un lavoro a Bartolo, si sarebbe fatto consegnare i soldi della pensione che la coppia andava a prendere alle Poste ogni mese. Il pm accusa l’imputato di aver «abusato delle condizioni di infermità e dello stato di deficienza psichica della coppia», inducendola a «consegnargli in diverse occasioni, generalmente con cadenza mensile pressoché in corrispondenza temporale con la riscossione della pensione, somme di denaro contante prelevate dai loro libretti postali». Di Felice avrebbe fatto «loro credere pretestuosamente e falsamente trattarsi di somme dovute a titolo di compenso per sue asserite attività finalizzate al conseguimento di un posto di lavoro per Bartolo».

