Naiadi, il presidio dei lavoratori non si ferma

1 Maggio 2019

Ieri sopralluogo dei tecnici della Regione: 4-6 settimane per riparare caldaia e centralina elettrica

PESCARA. Non ne vogliono sapere di abbandonare il presidio i lavoratori delle Naiadi, anche ieri tutti insieme davanti alla struttura ferma da Pasqua. Argomento del giorno, il vertice di lunedì pomeriggio in Regione.
Dopo lo stop all'impianto per la rottura della caldaia e del quadro elettrico, seguito dal fallimento della Progetto Sport pochi giorni più tardi, sia i dipendenti della società che gestiva la struttura sia quelli della convenzionata Sport Life sono rimasti senza lavoro. Senza stipendio, invece, lo erano già da qualche mese. Per questo i sindacati continuano a spingere al fine di ottenere una tutela, che da quanto si è appreso due giorni fa dovrebbe riguardare solo i lavoratori della fallita Progetto Sport.
Ieri mattina, alcuni tecnici della Regione hanno effettuato un sopralluogo nell'impianto: da quello che emerge, serviranno dalle 4 alle 6 settimane per sostituire la caldaia, riparare la centralina elettrica e svolgere la manutenzione sui tubi. Finiti questi lavori la struttura potrebbe riaprire, anche se a oggi non si sa sotto la gestione di chi. Anche questo continua a essere argomento caldo: i lavoratori auspicano che l'offerta che in qualche modo vede il rientro in campo di Vincenzo Serraiocco possa essere scartata dalla commissione.
Questo perché, stando alle loro parole, l'amministratore della Sport Life non ha corrisposto le ultime tre mensilità di compenso ai suoi collaboratori. Un elemento che potrebbe essere dirimente.
Ma quello che vuole chi è ancora in attesa davanti alla struttura, è evitare ulteriori ritardi. Lunedì si è parlato dell'ipotesi di modificare il bando per inserire la clausola di continuità occupazionale a tutela dei dipendenti della Progetto Sport, ma adesso sono proprio loro a chiedere di serrare i tempi. Secondo il vice presidente Asi Abruzzo, l'avvocato Luigi Spina, utente della struttura e vicino ai lavoratori «la cosa migliore è aprire le buste e assegnare la gestione. A quel punto si può provare ad inserire nella convenzione firmata tra aggiudicatario e Regione una clausola che tuteli i lavoratori. Ma modificare il bando adesso significherebbe non aprire le buste prima dell'autunno».
Ma, come affermato dall'assessore regionale Mauro Febbo, la mancanza della clausola di continuità è una falla a cui ora è difficile porre rimedio. Chi ha partecipato alla gara non aveva questo tipo di obbligo e inserirlo a partita in corso rischierebbe di far andare tutto all'aria. Infine, domani, alle 16, i ragazzi che fanno nuoto paralimpico con l’associazione Effegiquadro di Giustino Lotti organizzeranno un incontro fuori delle Naiadi per denunciare come, da quando la struttura è chiusa, non abbiano più un posto dove allenarsi.