Nancy Brilli, bisbetica impossibile da domare

Amori e attori, l’artista si racconta: adoro l’ironia inglese
LUCIANO DONZELLA. «Bisbetica sì, ma domata. Perché Shakespeare fa sì che una donna come Caterina alla fine diventi schiava di un uomo? Io una risposta ce l’ho. Sono passati quattro secoli, ma quello di avere una compagna "domata", dolce e remissiva è ancora oggi il sogno più inconfessato di ogni uomo, anche dell'intellettuale più progressista».
Il botta e risposta fai-da-te è di Nancy Brilli, quasi un selfie visto che l’attrice è protagonista di una Bisbetica domata fresca di debutto, rielaborata al femminile con la regia di Cristina Pezzoli.
E Nancy Brilli, c’è qualche uomo che è riuscita a domarla?
«Ahimè no. Certo, mi sono innamorata di alcuni uomini, ma diventarne succube non è mai stato nei miei progetti».
Lei sembra sempre molto sicura di sé, come protetta dalla sua bellezza. E' davvero così?
«No, casomai dalla mia intelligenza. La bellezza passa, invecchi, ti vengono le rughe, cambiano le mode. Ho sempre pensato che i miei veri alleati fossero l'intelligenza e l'amore per gli altri».
In passato ha mai avuto il problema di dimostrare che oltre alla bellezza c’era altro?
«Certo, perché anche nello spettacolo è molto più facile ragionare per stereotipi: bionda con le tette uguale personaggio. Mi ha aiutata molto il teatro dove fin dall'inizio ho avuto la possibilità di scegliere e di fare quello che volevo».
Da ragazzina cosa sognava di fare da grande?
«La grafica pubblicitaria e la fotografa».
Il regista con cui ha avuto il miglior rapporto sul set?
«In televisione Giorgio Capitani, un grandissimo maestro: mi sorprende che non ci siano le file per fargli tenere una scuola. Nel cinema mi sono trovata bene con parecchi registi: Brizzi, Vanzina, Ricky Tognazzi, Carlo Verdone».
E il peggiore?
«Le esperienze negative le rimuovo».
C'è un personaggio che le piacerebbe interpretare?
«Intanto mi piacerebbe che a 51 anni mi offrissero ruoli diversi, invece continuano a propormi bionde vaporose che fanno "pu-pu-pidoo". Vorrei interpretare la veggente che in Ghost aveva il volto di Whoopy Goldberg, solo apparentemente un carattere di contorno, in realtà una parte eccezionale, che mi divertirebbe molto. O anche la madre nel film Precious di Lee Daniels».
Due personaggi assai distanti dalla Nancy Brilli che conosciamo, e non solo perché entrambe di colore…
«Già, è vero: sarà la sindrome dell'attrice, che cerca di confrontarsi con personaggi quanto più possibile lontani dalle proprie caratteristiche».
Chi sono i colleghi e le colleghe che sognerebbe come partner sul set?
«Cate Blanchett, un'attrice dalle mille sfumature. E Colin Firth. In generale mi piacerebbe recitare in Inghilterra, amo gli attori inglesi, la loro ironia».
Quale fra i suoi film ha amato di più?
«Non so, forse Compagni di scuola, che reputo il più bel film di Verdone: diresse gli attori con grande polso. E poi il Verdone cattivo mi diverte».
E in generale un film da 10 e lode?
«Il capitale umano di Virzì. Se mi piacerebbe lavorare con lui? Eravamo amici, poi abbiamo litigato tanti anni fa. Comunque fa film bellissimi».
Lei porta lo spettacolo alla Versiliana, praticamente nel regno del regista toscano. Può essere l'occasione per far pace…
«Magari. Chissà... Vado spesso in Toscana, ci ho girato diversi film ma ho anche un sacco di amici, a Pistoia e a Firenze. L'ultima volta che sono stata a Firenze sono rimasta ammirata dalle condizioni dell città: pulita, ben tenuta, una città europea. Sarà che vivo a Roma che è al massimo dello sfacelo».
Parliamo di teatro. Cosa le dà andare in scena?
«Con la Bisbetica abbiamo debuttato al Teatro Romano di Verona pieno all'inverosimile, ogni sera duemila persone per 5 sere. L’emozione che ho provato non ha prezzo».
Quanto conta il nome Nancy Brilli per riempire il teatro?
«Fortunatamente conta. E in un ambiente maschilista ci è voluto del bello e del buono per far si che contasse. Ecco, vorrei diventare un marchio doc, non solo per la notorietà televisiva, ma perché faccio spettacoli belli».
Guardando indietro, ha qualche rimpianto?
«No. Certo, ho fatto anche film inutili, ma servivano a pagarmi l'affitto. La televisione? É’ il mezzo più potente per farsi conoscere. Ci torno a settembre con dodici puntate su Canale 5, una serie stile Modern Family».

