Nas in obitorio: perdite dalle bare e sangue a terra

19 Marzo 2021

PESCARA. Gravi carenze igienico sanitarie e organizzative all’obitorio di Pescara, con macchie di sangue sul pavimento, sporco incrostato e perdita di liquidi dalle bare. È questa la fotografia...

PESCARA. Gravi carenze igienico sanitarie e organizzative all’obitorio di Pescara, con macchie di sangue sul pavimento, sporco incrostato e perdita di liquidi dalle bare. È questa la fotografia scattata dai carabinieri del Nas che ieri hanno fatto il punto sull'attività che i militari che si occupano anche della tutela della salute dei lavoratori, d'intesa con il ministero della Salute e insieme ai carabinieri dell'Ispettorato del lavoro, hanno condotto a livello nazionale nelle strutture di permanenza delle salme in ospedali pubblici e cliniche private, per verificare la regolarità delle stesse e soprattutto il rispetto delle misure di prevenzione del contagio da Covid 19.
E in questa ampia relazione trovano spazio anche gli ospedali di Pescara e di Teramo. L'iniziativa era partita in concomitanza con l'indagine che la procura di Pescara aveva avviato sul dilagare dei contagi da Covid a Pescara e provincia: una indagine che vedeva i Nas impegnati fra l’altro su tre distinti filoni: quello dei contagi, quello sulla somministrazione dei vaccini che avrebbe visto un iniziale inserimento di soggetti che non rientravano nelle liste stilate dal Governo nel piano nazionale delle vaccinazioni e, infine, questo filone sugli obitori e i requisiti di sicurezza da rispettare per evitare i contagi.
I Nas avrebbero verificato cosa accadeva nel percorso che le salme seguivano dalla camera dell’ospedale, dove decedevano i pazienti, alla camera dell'obitorio. La collaborazione con i militari dell'Ispettorato doveva invece servire per verificare la regolarità del personale che si trovava negli obitori: se erano regolarmente assunti dalle imprese di pompe funebri che poi si occupavano delle salme. E la questione igienica è quella che maggiormente è venuta in evidenza: la situazione dei locali assolutamente non conformi ai criteri basilari necessari per salvaguardare la salute degli operatori che giornalmente frequentano quei luoghi.
A livello nazionale i Nas hanno ispezionato 375 obitori e camere mortuarie rilevando 85 irregolarità: hanno deferito all'autorità giudiziaria 23 persone e segnalato a quelle amministrative 78 persone tra dirigenti di strutture sanitarie e titolari di imprese funebre private.
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