Nascite, Pescara superata da Chieti
Esodo di gestanti verso il reparto di Ostetricia teatino secondo i dati del primo semestre 2015
PESCARA. Il dato che balza agli occhi è il passo in avanti compiuto dall’ospedale Santissima Annunziata di Chieti a discapito dello Spirito Santo di Pescara. Per la prima volta, il numero dei parti portati a termine nel punto nascita teatino è maggiore rispetto a quello pescarese: 843 contro 796 nei primi sei mesi del 2015 con una previsione di 1.736 interventi a fine anno a Chieti e 1.642 a Pescara. Quasi un centinaio in più.
La freddezza dei dati fotografa le preferenze delle future mamme, che fino a pochi anni fa considerava l’ospedale di Pescara un punto di riferimento regionale, mentre oggi propende sempre più verso il centro di cura teatino, dove tra l’altro è possibile sottoporsi all'anestesia epidurale. Il procedimento, che consente alle gestanti di ridurre o eliminare in via analgesica i dolori legati al travaglio e al parto naturale, è sicuramente una tecnica che piace molto alle donne. La specializzazione raggiunta dall’équipe del Santissima Annunziata, diretta da Marco Liberati, ha fatto sì che negli ultimi due anni il numero dei parti realizzati a Chieti sia gradualmente aumentato facendo perdere terreno al vicino polo pescarese guidato dal luminare Maurizio Rosati.
Il primario arrivato dal San Camillo di Trento, pur essendo riuscito a ridurre il numero dei cesarei da 1.500 a 600, nel 2012, deve fare i conti con la mancanza di anestesisti: una condizione che impedisce la possibilità di garantire la pratica del parto indolore. Sfogliando e confrontando i report delle rispettive Asl, si nota come a fronte di una media storica di circa duemila parti annui, nell’ospedale del capoluogo adriatico, si è passati da un picco di 2.252 realizzato nel 2010 ai 1.858 registrato il 31 dicembre scorso. E a guardare il dato provvisorio del 2015 (796 parti a Pescara annotati fino al 30 giugno scorso, a fronte dei 910 dello stesso periodo del 2014), i numeri sono destinati ad abbassarsi ulteriormente.
Parallelamente aumentano gli interventi a Chieti: 843 bimbi sono nati nel primo semestre di quest’anno rispetto ai 767 del primo semestre 2014. Crescita che non si era mai verificata nella storia del sistema sanitario regionale. Non era mai accaduto, infatti, che le neomamme dell’area metropolitana si dirigessero in massa verso il polo teatino facendo registrare una disaffezione così elevata nei confronti del reparto pescarese che, negli ultimi anni, ha perso cinque ginecologi di vecchia data.
Numeri più alti fa registrare anche il Gaetano Bernabeo di Ortona, passato negli ultimi cinque anni da una media di circa 450 interventi ostetrici ai 569 del 2014, con una previsione per il 2015 di 580/600 parti. Il tutto grazie ai pazienti che provengono, oltre che da Ortona, da Lanciano, Atessa e persino Pescara. Questa fetta di future mamme, in ragione dell’imminente chiusura del punto nascita di Ortona, andrebbe a ricadere sul polo teatino, già pressato dal boom di nascite dell’ultimo anno e in attesa dei lavori urgenti di adeguamento sismico nella palazzina del Santissima Annunziata che ospita l’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia.
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