Ne arrivano 600 ogni settimana
L’esercito dei profughi: siamo a 2.500, un quinto già ospitato negli alberghi
PESCARA. Un piccolo esercito di profughi ucraini, in fuga dalle bombe, è già stato accolto in Abruzzo. Esattamente un mese fa, la Russia di Putin dava inizio all’invasione e in appena quattro settimane la nostra Regione ha aperto le porte a 2.463 persone (anche se nella tarda serata di ieri è stata superata quota 2.500). Ne arrivano circa 615 in media: ma soltanto negli ultimi sette giorni ne sono arrivati 1.537. L’afflusso di profughi è comprensibilmente esploso con il prolungarsi del conflitto. Degli oltre 2.400 profughi già accolti, 104 sono stati smistati all’interno dei Centri di accoglienza straordinaria (“i cosiddetti Cas”), mentre in 1.810 si sono sistemati da parenti o conoscenti, oppure hanno trovato alloggio in altre strutture messe a disposizione dai Comuni.
Quasi un quinto, invece, alloggia in albergo. Sono 549, finora, i profughi ospitati nella rete di hotel che hanno dato la disponibilità delle loro stanze per chi è in fuga dalla guerra. Ma le strutture ricettive abruzzesi stanno partecipando in massa alla corsa all’accoglienza. Circa 200 hanno risposto positivamente al bando della Regione Abruzzo per accogliere i profughi da qui in avanti: sono soprattutto alberghi, ma anche residence e campeggi prevalentemente del Teramano. Si sobbarcheranno un compito non facile, poiché la gestione dei profughi comporta anche la fase di prevenzione anti Covid. Nei centri di prima accoglienza, infatti, sono già stati effettuati 1.807 tamponi e solo 53 sono risultati positivi. Vuol dire che il 3% dei profughi è risultati positivo (3 ogni 100). E in 205 sono stati vaccinati contro il Covid.
La stragrande maggioranza degli ucraini arrivati in Abruzzo è stata smistata a Pescara. È questa la provincia che ha accolto più profughi: ben 1.178. La metà di questi è ospitata in albergo (515). In 23 sono stati sistemati in Centri di accoglienza straordinaria (i cosiddetti “Cas”), 640 presso altre strutture comunali, da parenti o conoscenti. (d.b.)

