Negozi e bar aperti, salta il corteo a Pescara. Rientra l’allarme per i maranza

26 Ottobre 2026

Superata l’emergenza, il centro si riempie ma le pattuglie vigilano ancora sulle vie dello shopping. E l’associazione Abaco Abruzzo annuncia un altro sit-in contro il caro vita venerdì in piazza Italia

PESCARA

Doveva essere un altro pomeriggio di allerta, ma a Pescara è stata una domenica come tante. Alle 16.30, in piazza Salotto, era stato annunciato un corteo contro il caro vita, ma all’orario indicato della protesta non c’era alcuna traccia. E il centro ha mostrato il suo volto abituale: corso Umberto pieno di pescaresi, locali affollati e negozi aperti, mentre le forze dell’ordine hanno continuato a presidiare le strade a scopo precauzionale. Il clima si è presentato diverso rispetto a quello vissuto sabato scorso, quando la mobilitazione annunciata in alcune chat Telegram dai gruppi di minorenni – con messaggi che facevano riferimento a saccheggi e violenze sulla scia di quanto accaduto una settimana fa a Milano – aveva fatto scattare l’allerta in città. Pescara sembra essersi lasciata alle spalle le ore di maggiore preoccupazione – dopo l’identificazione dei responsabili, di cui un 20enne e tre minorenni – e gli esercenti hanno così tirato un sospiro di sollievo dopo un sabato trascorso con gli occhi rivolti verso piazza Salotto e le pattuglie schierate lungo le strade. Intanto, l’associazione di Base dei Consumatori (Abaco Abruzzo) ha comunicato la piena adesione alla manifestazione promossa da Usb (Unione sindacale di Base) con partenza venerdì da Piazza Italia alle 10, unendosi al corteo regionale per rivendicare «dignità, diritti e una reale tutela del potere d’acquisto».

IL NUOVO CORTEO

Mentre in Abruzzo tutto tace, nel resto d’Italia continuano a verificarsi manifestazioni e scontri violenti con città blindate a Torino, Roma e Bologna con quasi cinquemila identificati, 371 fermati (di cui 110 minorenni), 9 arresti e costanti tensioni nelle piazze.

«La crisi economica che stiamo attraversando non è più sostenibile», scrive in una nota l’associazione Abaco Abruzzo, «l’inflazione galoppante, il continuo aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e i rincari delle bollette energetiche stanno erodendo il potere d'acquisto delle famiglie. A questo scenario drammatico si aggiungono le gravi carenze della sanità pubblica regionale, colpita da continui tagli che costringono i cittadini abruzzesi a ricorrere al privato o a rinunciare del tutto alle cure. Come consumatori e cittadini non possiamo rimanere immobili: scenderemo in piazza a Pescara al fianco di lavoratori, studenti e pensionati per dare vita a un fronte comune contro le politiche economiche che stanno riducendo sul lastrico le famiglie abruzzesi».

CARO VITA E SANITÀ AL COLLASSO

Fra le richieste avanzate dall’associazione ci sono: misure urgenti per calmierare i beni alimentari essenziali, i carburanti e gli affitti; stop ai tagli sanitari e riduzione delle liste d’attesa; spostamento delle risorse pubbliche dalle spese militari al sostegno dei redditi; rilancio delle case popolari; potenziamento del trasporto pubblico locale e del servizio idrico.

«Saremo nelle piazze pacifiche e partecipate dei prossimi weekend», dichiara il segretario regionale dei Giovani Democratici Saverio Gileno. «Nessuna violenza, anzi nessuna manifestazione. La destra e loro gruppi hanno forse sperato in un proseguo e in una diffusione della violenza, per poterla usare come propaganda, devono invece dare risposte ai bisogni e al disagio sociale crescente».

COS’È SUCCESSO SABATO

La protesta annunciata nei giorni scorsi attraverso alcune chat Telegram per le 15.30 in piazza Salotto aveva spinto le forze dell’ordine a schierare circa un centinaio di uomini nel centro cittadino. Alcuni commercianti avevano alleggerito le vetrine della merce, mentre altri hanno preferito chiudere per ragioni di sicurezza. In piazza erano arrivati anche una cinquantina di ultras del Pescara calcio pronti a «difendere la città» dalla furia dei gruppi di minorenni che, nelle chat diffuse da alcuni membri del gruppo, minacciavano di distruggere negozi e violentare le ragazze. L’attenzione delle forze dell’ordine, però, rimane perché fra le date circolate nelle chat c’è anche quella di sabato 31 ottobre. Le autorità continueranno a seguire l’evolversi della situazione, ma per il momento piazza Salotto è tornata a essere quella di sempre con commercianti e cittadini che provano a lasciarsi alle spalle un weekend trascorso con la paura di uscire.