Nei guai con la giustizia: ora lavorano a casa Ail

PESCARA. Condannati per piccoli reati, la riabilitazione e il reinserimento in società per tanti giovani passano attraverso lavoretti di pubblica utilità. Su queste basi ieri mattina, al palazzo di...
PESCARA. Condannati per piccoli reati, la riabilitazione e il reinserimento in società per tanti giovani passano attraverso lavoretti di pubblica utilità. Su queste basi ieri mattina, al palazzo di Giustizia di via Lo Feudo, è stata firmata una convenzione tra il presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza e Domenico Cappuccilli, presidente dell'Ail (associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) che da otto anni accoglie, a casa Ail di via Rigopiano, persone di ogni età che devono scontare una pena attraverso iniziative solidali. Sono soprattutto giovani, pescaresi, condannati dai giudici per risse, guida in stato di ebbrezza o trovati senza permesso di condurre, che impegnano 180 ore del loro tempo per fare del bene al prossimo. Sulla base dei loro comportamenti, retti e corretti, l'associazione rilascerà un attestato che il giudice visionerà e sulla base del quale deciderà o no l'estinzione del reato e la successiva remissione in libertà. Sulla scia di questa lunga esperienza maturata negli ultimi anni, il Tribunale di Pescara ha affidato il servizio all'associazione Ail (l'accordo ha la durata di cinque anni) che ha collaborato per anni con il ministero della Giustizia. «Sono in realtà due le convenzioni firmate con il Tribunale pescarese», spiega Cappuccilli, «una riguardante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità con condizioni riservate alle persone che hanno già alle spalle una condanna e l'altra cosiddetta della "messa in prova" che riguarda coloro che non sono stati condannati. Per anni abbiamo collaborato con il ministero della Giustizia, ora il procedimento è in capo all'istituzione giudiziaria pescarese». Negli ultimi 8 anni «abbiamo seguito una decina di giovani, attualmente è con noi un ragazzo di venti anni, che avevano piccole condanne a carico, come guida senza patente o in stato di ebbrezza o risse. Nella nostra associazione trovano un ambiente familiare con cui rapportarsi, si trovano bene, fanno giardinaggio, studiano in biblioteca, trasportano i malati in ospedale e compiono altri tipi di servizio a domicilio».
Come in questo periodo, in cui i volontari dell'associazione sono impegnati a consegnare a domicilio, previo appuntamento, 4.600 stelle dell'Ail di cioccolata e 200 piantine di Natale, prima del Covid distribuite nelle piazze a 12 euro. Dal 21 giugno 2009, anno di nascita della struttura di accoglienza di famiglie ricoverate al dipartimento di Ematologia, al 2 novembre scorso, casa Ail ha ospitato gratuitamente 1.546 persone, tra pazienti affetti da diverse patologie leucemiche con i loro familiari, provenienti anche da Calabria, Basilicata, Molise, Campania, Emilia Romagna, Lazio, di cui 408 dall'Aquila, 250 da Chieti, 152 da Teramo e 80 pescaresi, per complessive 40.834 giornate di occupazione della casa della solidarietà Ail. (c.co.)

