«Nel progetto dello stadio anche 100 negozi»

14 Giugno 2017

I consiglieri di centrodestra esprimono dubbi sulla proposta: vogliamo capire cosa si nasconde

PESCARA. «Sulla costruzione del nuovo stadio a Porta Nuova non ci poniamo sicuramente contro, con una posizione pregiudiziale, come fece il Pd sull’ex Cofa quando governava il centrodestra, ma vogliamo e dobbiamo capire». Così, si sono espressi ieri i consiglieri di Forza Italia e Pescara in Testa in merito al progetto di un nuovo stadio e di una cittadella dello sport a Porta Nuova illustrato ieri dall’assessore Stefano Civitarese in commissione.
«Al di là delle belle parole e delle favole dell’assessore», hanno scritto in una nota i capigruppo regionale e comunale di Forza Italia Lorenzo Sospiri e Marcello Antonelli, di Pescara in Testa Guerino Testa e di Pescara futura Carlo Masci, «è chiaro che si tratta di un’operazione economica fatta da soggetti privati su aree sottoposte a vincolo edificatorio. E allora vogliamo sapere come si regge tale operazione: sull’edificato? E l’assessore deve dirci quanto, come e dove. In alternativa, si regge sul commerciale, ovvero sulla realizzazione di un nuovo Megalò a Porta Nuova, un centro commerciale con almeno 100 negozi su una piastra di 20mila metri quadrati? In questo caso la nostra risposta è un secco no, grazie». «Non siamo disponibili ad alcun dialogo», hanno fatto presente, «la nostra vocazione è il rilancio del centro commerciale naturale e del commercio in generale già esistente, tanto in centro quanto a Porta Nuova, non certo quella di crearne uno nuovo ammazzando le attività esistenti. Dunque, l’assessore Civitarese e il sindaco Marco Alessandrini se lo possono scordare, se questa è l’ipotesi su cui stanno lavorando, la delibera morirà in consiglio comunale dove dovrà passare per forza».
«Nell’ottica di realizzare una nuova cittadella sportiva, addirittura dotata di una piscina», hanno avvertito nella nota, «non è possibile sottacere l’ipotesi di una delocalizzazione del campo Rampigna che oggi, nella sua attuale posizione, non riesce più ad assolvere alle sue funzioni, e questo è un altro elemento da mettere sul tavolo della discussione. Non basta: per far reggere l’operazione, non solo si prevede la possibilità di costruire edifici residenziali nell’ambito della riserva naturale-Pineta dannunziana, ma si prevede anche la realizzazione di un centro commerciale con almeno 100 negozi nel cuore della città».
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