«Nel pronto soccorso anche una sala multisensoriale»

20 Aprile 2018

La proposta di Carrozzine Determinate per la nuova struttura «Visite in un luogo adeguato per soggetti autistici e disabili»

PESCARA. Ùna stanza multisensoriale per pazienti autistici o affetti da altre forme di disabilità gravissime. E’ quanto chiede alla Asl Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate, all’indomani della pubblicazione del Centro dei dettagli relativi al progetto del nuovo pronto soccorso. I lavori di ristrutturazione del comparto ospedaliero stanno andando avanti lentamente e l’inaugurazione della struttura sanitaria, rimandata più volte, è prevista entro la fine dell’anno. Nel frattempo Ferrante incalza i vertici della Asl sulla necessità di creare uno spazio dedicato alle cure di persone diversamente abili.
«Diversi ospedali italiani, come ad esempio il policlinico di Careggi in Toscana, hanno creato stanze multisensoriali per accogliere i pazienti con gravi disabilità che hanno necessità di cure e ricoveri urgenti». In sostanza, di cosa si tratta? «Di un ambulatorio multidisciplinare- spiega Ferrante, protagonista di tante battaglie per l’abbattimento delle barriere architettoniche e dei parcheggi in ospedale- atto a garantire al paziente affetto da autismo o patologie intellettive, la possibilità di ottenere una diagnosi o una terapia effettuando le visite specialistiche, gli esami strumentali o prestazioni terapeutiche in un regime “adattato” alla patologia.
Queste persone incontrano enormi difficoltà anche per un semplice prelievo del sangue. Un soggetto autistico, ad esempio, mal sopporta l’attesa nell’atrio del pronto soccorso, tra folla, confusione, luci, suoni e immagini che sono una sofferenza. Sono ipersensibili, soggetti a difficoltà sensoriali uditive, visive, olfattive, hanno scarsa tolleranza al cambiamento che spesso, in situazioni, come quella ospedaliera, determina comportamenti aggressivi volti alla fuga della realtà. Tempo fa abbiamo assistito alle traversie di un ragazzo disabile pescarese che ha dovuto affrontare mesi di dolori lancinanti, che lo portavano a dimenarsi e picchiare la testa contro le pareti di casa solo perchè non si trovava un luogo adeguato per le cure». Di qui, l’importanza, secondo Carrozzine Determinate, di una «accoglienza specializzata, di un accesso strutturato, di somministrazione di farmaci sedanti se necessario. Protocolli ,invece, esistenti e utilizzati in altre regioni d’Italia e in altri ospedali virtuosi». Da questa situazione di emergenza «ne deriva», prosegue Ferrante, «che spesso le famiglie rinunciano alle cure a causa del calvario burocratico ed emotivo a cui sono costrette». Quindi »la ristrutturazione del nuovo pronto soccorso», incalza il portavoce di Carrozzine, associazione che opera a livello regionale «che grava sulla collettività per circa tre milioni di euro, deve necessariamente avere uno spazio dedicato che dia risposte concrete ai disabili di tutte le patologie nei ricoveri d’urgenza e nelle cure sanitarie. Altrimenti sia la legge nazionale 134/2015 che la legge regionale sull’autismo, rischiano drammaticamente di non avere alcun valore«. Ferrante conclude auspicando «risposte da Regione e Asl».