Nella caserma una sede dell’università

La Pinotti firma l’accordo per la cessione al Comune della Di Cocco e Alessandrini le promette la cittadinanza onoraria
PESCARA. La caserma Di Cocco, rimasta per cinquant’anni a disposizione dell’esercito, verrà trasformata in una struttura universitaria. La proposta è stata svelata ieri, in una giornata quasi storica per la città. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti è giunto a Pescara per firmare con il sindaco Marco Alessandrini, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e il direttore dell’Agenzia del demanio Roberto Reggi un protocollo d’intesa per istituire un tavolo tecnico, che porterà entro breve al passaggio di proprietà del mastodontico edificio di viale Pindaro dal ministero al Comune. Alla cerimonia, in un’affollatissima sala giunta del municipio, erano presenti autorità politiche e militari abruzzesi. Dopo la firma, Alessandrini ha promesso al ministro la cittadinanza onoraria. Prende così corpo un progetto molto più ampio, che prevede la realizzazione di una cittadella universitaria anche con l’utilizzo del comando dei vigili del fuoco, a pochi passi dalla caserma dell’esercito, il cui trasferimento in un’altra zona della città è tra le priorità del programma dell’amministrazione comunale.
Programma che ora sembra davvero realizzabile, grazie alla linea assunta dal ministro che punta alla dismissione e alla razionalizzazione degli immobili militari di tutta Italia. «In due anni e mezzo», ha rivelato la Pinotti, «il ministero della Difesa ha reso disponibili circa 400 infrastrutture a favore della collettività. Mettere a disposizione del Paese i beni che alla Difesa sono serviti nel passato e che oggi non sono più utili è un dovere patriottico e, quindi, continueremo ad essere disponibili su progetti di valorizzazione». «Diminuire in modo significativo il numero degli immobili non più necessari alle forze armate», ha proseguito il ministro, «consente da un lato di ridurre, in modo strutturale, i costi di gestione e dall’altro di sprigionare importanti risorse infrastrutturali che, di concerto con l’Agenzia del demanio, possono essere alienate, ovvero gestite per altre esigenze. L’accordo di Pescara ne è un esempio».
L’iniziativa punta, dunque, al recupero e ad assegnare una nuova destinazione alla caserma, trasferendo altrove il personale del reparto Telecomunicazioni che vi lavora. In proposito, non è stato ancora stabilito dove allocarlo. In ballo, c’è ancora l’ipotesi di un trasloco dei dipendenti in alcuni locali vuoti del palazzo di giustizia, anche se in passato, quando era stata valutata questa soluzione, erano emerse delle difficoltà. In alternativa, potrebbe essere utilizzata una porzione di edificio di edilizia residenziale pubblica del Comune.
Il protocollo firmato ieri del resto prevede che, attraverso la permuta di immobili statali e comunali con gli stessi valori economici, le attività militari della caserma Di Cocco vengano riallocate in altri immobili tramite il trasferimento della proprietà allo Stato.
Con il passaggio della caserma al patrimonio del Comune, si conclude un lavoro cominciato diversi anni fa e che ha portato nel 2007, durante l’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco D’Alfonso, all’acquisizione dell’area verde della Di Cocco, in seguito trasformata in un parco pubblico.
«Grazie a questo protocollo d’intesa», ha spiegato D’Alfonso, «la città di Pescara e con essa tutto l’Abruzzo si riappropriano di uno spazio importante che completa il parco Di Cocco già acquisito nove anni fa».
«Il tavolo tecnico», ha aggiunto Alessandrini, «si occuperà di scrivere un futuro nuovo ad alcuni spazi che la città aspetta. Ora lavoriamo affinché la caserma sia connessa al potenziamento delle strutture universitarie». La Di Cocco viene quindi inserita in progetto di rivitalizzazione dell’area per rilanciare il polo universitario, in attesa che anche la caserma dei vigili del fuoco venga liberata.
Resta per il momento in sospeso anche un’altra caserma, la D’Avalos in piazza Unione, occupata dal reparto logistico dell’esercito. Al termine della cerimonia, il ministro ha incontrato una delegazione dell’amministrazione comunale di Sulmona, guidata dal sindaco Annamaria Casini, e del comitato dei cittadini della Valle futura. Il sindaco ha illustrato alla Pinotti il progetto di un polo strategico della protezione civile, specializzato in particolare in materia di prevenzione sismica, da realizzare nella base militare di Monte San Cosimo. Il ministro si è detto disponibile a valutare questa ipotesi.
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