Nessun funerale per il marito violento

Solo una benedizione al cimitero stamane per Cesidio Cocco, il 74enne ucciso dal figlio intervenuto per salvare la madre
BRITTOLI. Una cerimonia in forma strettamente privata. Così la famiglia Cocco darà l'ultimo saluto a Cesidio, il 74enne ucciso sabato mattina a Brittoli dal figlio Massimo, 47 anni, intervenuto in casa dei genitori per interrompere la violenta aggressione della madre da parte del padre.
L'appuntamento per l'addio al capofamiglia è per questa mattina alle 10,30 nel cimitero del paese ed è prevista solo una santa benedizione alla presenza dei parenti più stretti, lontano da occhi indiscreti. E' stata l'autopsia, due giorni fa, a chiarire ulteriormente l'accaduto, dopo il racconto di Massimo Cocco e della madre Cleonice, 67 anni, da tutti chiamata Tilde, finita in ospedale per le botte ricevute dal marito.
La ricostruzione dei due è stata sostanzialmente confermata dall'esito dell'esame autoptico, eseguito lunedì da Ildo Polidoro, alla presenza di Cristian D'Ovidio (che ha ricevuto l'incarico dall'indagato). Cocco è morto per un trauma cranico emorragico dopo aver ricevuto un colpo sulla testa, uno solo, sferrato nella parte anteriore dal figlio che voleva salvare la madre. Si è intromesso tra i due ma è stato a sua volta picchiato dal padre, come dimostrano i segni sulle mani del 74enne, per cui gli ha sferrato un colpo tirandogli una sedia in testa. Erano le 8.30 o poco più quando la furia di Cesidio Cocco si è scatenata nei confronti della moglie, durante una discussione che sarebbe scoppiata per questioni economiche. I due non vivevano nello stesso appartamento ma su due piani diversi ed erano separati. La donna, tra l'altro, lo aveva denunciato per i maltrattamenti subiti. Quel giorno il capofamiglia non ha risparmiato nulla alla poveretta, come dimostrano le tracce di sangue trovare al piano terra della casa (poi è scattato il sequestro) dai carabinieri della compagnia di Penne, che si sono occupati delle indagini. Il reato ipotizzato in un primo momento nei confronti dell'indagato dal sostituto procuratore Andrea Papalia è quello di omicidio aggravato dal rapporto di parentela e l'uomo è rimasto libero, tenuto conto che sostanzialmente ha agito per difendere la madre e se stesso dal padre.
Una decisione, quella del pm, assunta sabato dopo aver ascoltato Massimo Cocco (difeso dall'avvocato Cinzia Marganella) e alla luce dell'interrogatorio a cui è stata sottoposta la donna in ospedale dai carabinieri (è stata ricoverata in Neurochirurgia con una prognosi di 21 giorni). Anche l'indagato ha raggiunto il pronto soccorso, sabato sera, per le conseguenze della colluttazione con il padre.
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