«Nico? Inspiegabile quello che ha fatto È un bravo giovane»

19 Maggio 2023

Fabbro con la passione per la caccia, attivo nella Pro loco Giancarlo, una delle due vittime, aveva gestito un bar 

CIVITAQUANA. C’è grande incredulità, a Civitaquana. Nessuno riesce a credere a quello che è successo due sere fa in contrada Sterpara, né a darsi una spiegazione su cosa ci sia dietro un fatto di sangue che mai nessuno avrebbe potuto immaginare anche solo lontanamente in paese, un borgo tranquillissimo di 1.150 abitanti. In corso Vittorio Emanuele, la strada principale, ci si interroga su cosa abbia spinto Nico Fasciani a sparare perché appare a tutti come «un lavoratore, impegnato anche nelle tartufaie, molto attivo nelle associazioni del paese. Una persona tranquillissima». Un giovane «bravo, educato, rispettoso, che ha collaborato con la Proloco (pur non facendone parte) occupandosi della musica durante le feste», dice la presidente Silvia Granchelli «sconvolta, come tutti, per questa disgrazia bruttissima che ha coinvolto due famiglie e della quale non riusciamo a darci una spiegazione. La sua è una famiglia perfetta, squisita, perbene», dice pensando ai genitori Egidio e Mirella e a una sorella, Chiara.
Il silenzio avvolge contrada Sterpara dove circolano pochissime macchine, quelle dei residenti. E nessuno riesce a immaginare il movente di tanta violenza. «Nico è un bravissimo ragazzo, così come la sua famiglia, sono persone serie. Lavora come fabbro, insieme al padre Egidio, non ha mai fatto casini, non è uno scapestrato», dicono i vicini di casa, rimasti «senza parole» dopo aver saputo di tutti quei colpi esplosi con la pistola che aveva regolarmente «perché ha la licenza di caccia. Ce lo hanno detto in paese, quello che è successo. Qui non ci eravamo accorti di niente, e poi questa è una zona tranquilla non ci è mai stato nemmeno un furto, mentre altrove le case venivano prese di mira dai ladri», proseguono due anziani che conoscono le due famiglie Fasciani, quella di Nico, che ha ammesso di fronte ai carabinieri di aver sparato, e quella di Giancarlo, che è stato ferito gravemente insieme alla compagna, Paola Palma, mentre erano nella casa dove convivono. Sono parenti, Giancarlo è zio di secondo grado di Nico (suo padre è il cugino di Giancarlo) e abitano a pochi passi di distanza, le due abitazioni sono una di fronte l’altra, divise da una stradina.
Da casa di Nico, escono i familiari. Pochissime parole se non per dire che l’altra sera si sono accorti di quello che era accaduto «solo quando abbiamo visto i lampeggianti». Nessun riferimento alle vittime, se non che «hanno qualche problema». Nel vicinato si mormora dei trascorsi di Giancarlo che nel 2012 fu indagato per droga nell’ambito di un’indagine chiamata “Ferro vecchio” portata avanti dai carabinieri della compagnia di Penne che portò all’arresto di suo fratello, Domenico. Un marchio che evidentemente non si è mai cancellato per il 56enne che due sere fa è stato colpito con la pistola. Giancarlo (che ha trascorso un periodo a Pescara, tanto tempo fa) aveva anche aperto un bar in paese, vicino all’ufficio postale, per poi cederlo al genero. Ora si occupa di raccogliere il ferro e di demolirlo: il materiale che raccoglie è accatastato in abbondanza fuori casa, in ogni angolo, fino alla porta di ingresso. C’è di tutto: vecchie stufe, frigoriferi, attrezzi da lavoro, bidoni di plastica, pezzi di automobili, e molto altro ancora, con il pollaio a pochi metri. «La sua compagna si vede poco, in giro», dicono sempre in paese parlando di lei e del compagno come di persone che «vivono un po’ isolate». E dallo studio legale Marganella l’avvocato Cinzia Marganella non rilascia dichiarazioni, al momento. «È certamente un fatto di cronaca che sconvolge gravemente l’intera comunità di Civitaquana», dice, aggiungendo che «le condizioni cliniche della mia assistita sono estremamente gravi».
Bocche cucite in Comune, dove il duplice tentato omicidio ha colpito tutti ma l’amministrazione guidata da Samuele Di Profio preferisce non rilasciare dichiarazioni su questo fatto «grave, che ci rattrista». Mille domande continuano ad affollarsi nella mente di tutti da mercoledì sera quando in paese sono partiti i primi messaggi sui cellulari sul duplice tentato omicidio.