Nicolaj, la Cassazione annulla i sequestri

6 Dicembre 2018

Intanto è arrivato alla fase finale il procedimento sui due grossi appalti per le scogliere di Roseto e Silvi

PESCARA. Due ricorsi in Cassazione, due vittorie per l’avvocato Sabatino Ciprietti che assiste l'imprenditore Luca Nicolaj. I giudici romani, con due distinti provvedimenti, hanno annullato sia i sequestri, sia le misure interdittive che avevano colpito Luca Nicolaj e suo figlio Galileo, oltre all'amministratore della società, Fernando Fusilli: interdetti dall’operare con la pubblica amministrazione per un anno, in riferimento all’inchiesta su due grossi appalti per oltre 7 milioni di euro per il rifacimento delle scogliere del litorale di Roseto e Silvi. Per entrambi i ricorsi i giudici della Suprema Corte hanno deciso di annullare i rispettivi provvedimenti e di rinviare ai tribunali che li avevano confermati. Così, per le misure cautelari i giudici dell’Aquila dovranno esprimersi di nuovo nel merito delle interdizioni, mentre per i sequestri di 900mila euro che l’avvocato Ciprietti aveva impugnato davanti al tribunale del riesame di Pescara (che confermò la decisione del gip Nicola Colantonio), saranno gli stessi giudici pescaresi del riesame a valutare di nuovo la vicenda del sequestro di beni alla luce della decisione della Cassazione. Secondo la difesa di Nicolaj ci sarebbe stato una sorta di “anacronismo probatorio” in quanto i fatti in contestazione si riferivano a un periodo tra il 2014 e il 2015 mentre le intercettazioni che avrebbero dovuto supportare le misure adottate contro l'imprenditore sarebbero del 2017, e dunque per la difesa non esisterebbero le prove che giustificherebbero le misure stesse. Intanto il procedimento penale è giunto alla fase finale. È stato già notificato agli indagati (per reati, a vario titolo, di frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata) l’avviso di conclusione delle indagini e ora si attende la decisione della procura per l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio che dovrà passare al vaglio del giudice per l’udienza preliminare. Con il capostipite del gruppo, Luca Nicolaj e i già citati Galileo e Fusilli, rischiano il processo anche il direttore tecnico dell’impresa, Antonello Mancini, il direttore dei lavori, Cristiano Ferrante e due imprenditori aggiunti agli indagati in corso d'opera: l’amministratore di fatto della Fusu Argintina di Apricena, Michele Leonardo Stoico, e quello della Gemac di Teramo, Ettore Curti: le ditte che fornirono il materiale lapideo alla Nicolaj. L’accusa parla di «reiterate condotte fraudolente dirette a raggiungere profitti ingiusti facendo risultare che l'ente appaltatore aveva fornito quantitativi di materiale lapideo di molto superiori rispetto a quelli effettivamente conferiti per la realizzazione delle opere». (m.cir.)