Nido, quanti neonati Ma pochi infermieri per cure e assistenza

23 Dicembre 2016

Il sindacato Nursind denuncia carenza di organico e rischi dopo la chiusura dei punti nascita di Penne e di Popoli

PESCARA. Se c’è una cosa che proprio non si può rinviare, è una nascita. Si può programmare, in un range di tempo comunque limitato, il parto cesareo, ma quello naturale non conosce ferie e feste: quando il tempo è compiuto il piccolo vuole vedere la luce e basta. Con la chiusura dei punti nascita di Penne e di Popoli e l’aumento dei prolifici cittadini immigrati che stanno spostando in positivo la lancetta dalla “crescita zero” registrata in Italia negli ultimi anni, il nido annesso al reparto di ostetricia al quarto piano dell’ospedale di Pescara sta registrando seri problemi di sovraffollamento ed assistenziali per carenza di infermieri.

A denunciare i disagi e i rischi della situazione è il sindacato degli infermieri Nursind che al riguardo ha inviato una lettera al governatore Luciano D’Alfonso, all’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, ad Angelo Muraglia, capo dipartimento della sanità alla Regione, alla direzione sanitaria aziendale della Asl di Pescara. Le culle al nido dove sono collocati i neonati dovrebbero essere 21, corrispondenti ai 21 posti letto delle rispettive mamme, che soggiornano normalmente pochi giorni. «La chiusura dei punti nascita imposto dalla Regione Abruzzo su disposizione del ministero della Sanità e attuato dalla Asl Pescara», denuncia il segretario provinciale del Nursind Antonio Argentini, «non è stato accompagnato da una riorganizzazione programmatica del reparto pescarese, con aumento dei posti letto per far fronte alle aumentate richieste. Il personale attualmente è composto da 12 infermieri e una puericultrice, che risulta insufficiente ad assicurare un’assistenza adeguata in quanto il numero dei neonati presenti giornalmente varia tra i 30 e i 40».

Gli organici di legge prevederebbero 18 infermieri per 30 neonati, 24 per 40. E va considerato che al nido si eseguono anche prestazioni assistenziali ad alta intensità di cure che normalmente vengono eseguiti in terapia intensiva neonatale per mancanza di posti.

«Altro problema è la dislocazione delle mamme dei neonati», aggiunge Argentini, «che sono distribuite in reparti diversi sullo stesso piano, ostetricia annessa, ginecologia e sala parto dove sono previsti dei posti letto di neonatologia. Il trasporto del neonato alla degenza della mamma è assicurato dall’infermiera del nido che nel turno di pomeriggio e nel turno di notte lascia la collega da sola ad assistere i neonati nel nido e nell’unità di degenza». Evidente, rileva il sindacato, che «il personale risulta insufficiente ad assicurare un’assistenza adeguata, anche a causa degli enormi carichi di lavoro che mettono a rischio i piccoli pazienti e lo stesso personale, esposto a uno stress psicofisico inaccettabile che comporta un potenziale incremento di errori e di conseguenti denunce da parte dei familiari dei pazienti». Il Nursind chiede dunque l’adeguamento dell’organico infermieristico con la presenza in turno minima di 4 infermieri nel turno mattina, 3 di pomeriggio e 3 la notte. «Altrimenti», ironizza Argentini, «bisognerà invitare i cittadini abruzzesi a procreare e programmare la nascita dei figli tramite prenotazione Cup».

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