Niente panino a scuola, è polemica
I consiglieri di Fdi e M5S: «I bambini devono mangiare insieme»
PESCARA. Studenti a scuola senza panino e pranzo a casa: il caso fa discutere. Solleva polemiche la decisione emersa da un incontro tra l’assessore all’Istruzione Gianni Santilli e i dirigenti scolastici dei plessi comunali, di bocciare il pranzo portato da casa sulla base di una recente sentenza della Cassazione. Il consigliere comunale dei Fratelli d’Italia e presidente della commissione Politiche dell’Istruzione, Fabrizio Rapposelli, semplifica la materia giuridica e spiega che la «sentenza della Corte suprema non dice semplicemente no al panino da casa, ma ribadisce la piena autonomia e discrezionalità di scelta dei dirigenti scolastici». Pertanto, «pur riconoscendo ai genitori la facoltà di partecipare al processo decisionale delle scuole, la scelta di consentire il pasto compete esclusivamente ai presidi. E i Comuni non hanno alcuna autorità in materia se non quella di confronto con i dirigenti». «La stessa Cassazione», precisa Rapposelli, «si sofferma sul momento educativo e socializzante del pranzo consumato insieme ai propri coetanei» senza dimenticare «i disagi causati ai genitori che lavorano e non hanno il tempo riprendere i figli, farli mangiare e riportarli a scuola». I consiglieri del M5S Massimo Di Renzo e Giampiero Lettere, chiedono «al Comune di non usare la sentenza della Cassazione per interferire sul caso mense», propongono di «evitare lo scontro» tra istituzioni e spingono «il completamento dell’iter per l’istituzione di una commissione mensa cittadina per vigilare sulla qualità del cibo». E se sui social i genitori puntano il dito contro il Comune e ricordano che al comprensivo 5 «la schiscetta si può portare», la preside Daniela Massarotto precisa che «ci atterremo alle disposizioni comunali». (c.co.)

