Niente piano della mobilità È polemica sulle ciclovie

1 Luglio 2023

È un paradosso: nell'Abruzzo che punta sulle ciclovie, e che ha di recente ospitato la partenza del Giro d'Italia dalla via Verde dei Trabocchi, manca da dieci anni il Piano regionale della mobilità...

È un paradosso: nell'Abruzzo che punta sulle ciclovie, e che ha di recente ospitato la partenza del Giro d'Italia dalla via Verde dei Trabocchi, manca da dieci anni il Piano regionale della mobilità ciclistica.
A mettere in luce la carenza è il coordinatore Fiab Abruzzo Molise, Giancarlo Odoardi che, raccogliendo le sollecitazioni delle associazioni Fiab di Pescara, Sulmona e Teramo, ha inviato una lettera al sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale, Umberto D' Annuntiis per sollecitare la stesura del Piano. E per chiedere un incontro urgente.
ATTO DOVUTO. «Oltre che essere previsto come atto dovuto dalla legge del 2018, che ne fissa tempi e modalità di applicazione, la redazione del Piano regionale della mobilità ciclistica», sottolinea Odoardi, «era già prevista dalla legge regionale numero 8 del 2013, che prevedeva interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica. In particolare, l'articolo 2 della legge stabilisce che il Piano sia approvato dal consiglio regionale su proposta della giunta regionale e venga aggiornato, di norma, ogni tre anni. Quello dei tre anni è l’unico elemento temporale di riferimento della legge, che non fa cenno a termini di scadenza per la redazione del Piano». Ma per Odoardi, «un ritardo così evidente è assolutamente ingiustificati: se si fosse provveduto a predisporre il Piano della mobilità ciclistica in tempi congrui, soprattutto in riferimento all'aggiornamento della norma, dal 2013 a oggi si sarebbe dovuto redigere e successivamente aggiornare il Piano almeno tre volte».
IMPEGNO CONCRETO. A cinque anni di distanza dalla legge regionale del 2013 è stata promulgata la legge del 2018 su "Disposizioni sviluppo mobilità in bicicletta e realizzazione rete nazionale di percorribilità ciclistica".
«In questa norma», evidenzia Odoardi, «si fa chiaro richiamo a Regioni ed enti locali perché assumano impegni concreti per perseguire gli obiettivi previsti, tra i quali figura la redazione del Piano generale della mobilità ciclistica. La norma, infatti, prevede che le Regioni predispongano e approvino, con cadenza triennale, il Piano e che lo stesso venga inviato, entro dieci giorni dall'approvazione, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In sede di prima attuazione», evidenzia Odoardi, «il termine di approvazione del piano viene stabilito in dodici mesi a partire dalla data di approvazione del Piano generale della mobilità ciclistica. Quest’ultimo avrebbe dovuto vedere la luce entro sei mesi dalla pubblicazione, mentre ciò è avvenuto con un provvedimento normativo solo il 13 ottobre 2022. Il che si traduce nell’obbligo, da parte della Regione Abruzzo, di redigere e approvare il Piano della mobilità ciclistica entro la stessa data del 2023». Passaggi che, spiega Odoardi nella lettera inviata a D' Annuntiis, non sono stati rispettati. Il piano, tra l'altro, rappresenta «uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza dei ciclisti e l'individuazione delle piste ciclabili sulla rete territoriale regionale. Per tale ragione», conclude, «le associazioni hanno chiesto di essere convocate per avere chiarimenti».
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