Niente più profughi all’hotel Holiday

Rescisso il contratto con la cooperativa Polis. Il titolare dell’albergo: ospitarli tutta l’estate significava andare in perdita
PESCARA. Una settimana di pressioni e una raccolta firme contro gli immigrati arrivata a 1.700 sottoscrizioni hanno avuto l'effetto di annullare l'accordo tra i proprietari dell'Hotel Holiday, sulla riviera di Porta Nuova, e la cooperativa Polis di Perugia.
Ieri la famiglia Giannandrea, titolare dell'albergo, ha rescisso unilateralmente il contratto e ha ufficializzato di non essere più nelle condizioni di concedere l'utilizzo della struttura per ospitare i 100 profughi che sarebbero dovuti arrivare in città il 16 giugno prossimo, in piena stagione estiva.
Adesso la parola passa alla Prefettura che dovrà valutare soluzioni alternative oppure decidere di bloccare l'accoglienza dei richiedenti asilo.
«Il nostro albergo è gestito a livello familiare», spiega Mirko Giannandrea, uno dei soci minoritari dell'Hotel Holiday che per primo si è scagliato contro l'arrivo dei profughi e contro la normativa che prevede, per motivi di sicurezza, di non poter ospitare nella stessa struttura turisti e richiedenti asilo, «ho ragionato con i miei genitori e insieme abbiamo deciso di rescindere il contratto. Lo abbiamo comunicato verbalmente alla Polis, speriamo che non ci siano strascichi giudiziari».
«Non si tratta di razzismo», aggiunge Giannandrea, «noi in passato abbiamo dato ospitalità agli assistiti dalla Caritas, ai terremotati e persino a chi fuggiva dalla guerra in Etiopia. Non abbiamo mai fatto business, tanto è vero che non ci siamo mai arricchiti. Ma vincolare l'albergo per tutta l'estate, incassando pochi euro che non bastano nemmeno a pagare i dipendenti, non va bene».
Il blocco del contratto tra l'Hotel Holiday e la Polis è stato accolto con soddisfazione dai politici del centrodestra, protagonisti nei giorni scorsi di una battaglia «contro il business legato a filo doppio alla politica dell'accoglienza».
La raccolta firme davanti alla fontana Meridiana è arrivata ieri sera a 1.700 sottoscrizioni. «Una battaglia è stata vinta», ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, seguito dai consiglieri comunali di Forza Italia e da Armando Foschi dell'Associazione Pescara - Mi piace, «ma ora il presidio cittadino resta in piedi fino a quando non avremo la conferma ufficiale anche dalla Prefettura che quegli immigrati non saranno portati sul lungomare di Pescara. Si tratta di buon senso e rispetto della legalità: portare 100 presunti profughi sulla riviera, in piena stagione estiva, significava, come abbiamo ribadito mille e mille volte, uccidere il turismo e l'economia di mezza città».
Dubbi sono stati avanzati, nei giorni scorsi, anche sull'appalto. Tre, in totale, i contratti firmati tra la Polis e l'Hotel Holiday. I primi due, il 12 aprile, certificano l'impegno della cooperativa a corrispondere all'albergo 3,64 euro al giorno per ciascun immigrato, poi la cifra sale a 10 euro. Infine, nel terzo documento, senza data, addirittura è stabilito un saldo di 250mila euro l'anno, per due anni, per la concessione fino al 31 dicembre 2017. Ieri i legali dell'Hotel Holiday hanno comunicato la rescissione unilaterale di tutti i contratti firmati. «Una decisione», motiva Sospiri, «assunta, probabilmente, anche sotto la spinta del malcontento popolare che serpeggiava in maniera latente in tutto il quartiere e, dunque, del rischio di danno d'immagine, sicuramente sotto il pressing rappresentato dalla nostra presenza quotidiana sulla riviera, a raccogliere firme e a spiegare ai cittadini che cosa stava per succedere. Alla famiglia va il nostro ringraziamento. Ma non abbassiamo l'attenzione, vogliamo avere la certezza che la rescissione sia esecutiva e valida e vogliamo sapere dove verranno sistemati i 100 immigrati destinati all'albergo sul mare».
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