Niente sfratto al pastore terremotato
Campotosto: il Comune voleva mandarlo via da casa ma il Tar ha accolto il ricorso
L’AQUILA . Volevano mandarlo via dal Map nel quale vive da anni, perché durante i controlli non era stato trovato nell’alloggio. Inoltre, dal monitoraggio delle utenze domestiche non risultavano consumi ritenuti congrui all’effettivo utilizzo dell’immobile. Ora B.P., pastore di Campotosto, può tirare un respiro di sollievo.
La prima sezione del Tar Abruzzo, infatti, (presidente Umberto Realfonzo, relatore Mario Gabriele Perpetuini), lo scorso 9 ottobre ha accolto il ricorso dell’uomo contro il provvedimento di revoca dell’assegnazione del Map disposto dal Comune.
A rappresentare il pastore nel giudizio amministrativo, l’avvocato Adelaide Prescenzo, che già in sede cautelare aveva ottenuto la sospensione dell’ordinanza «ritenuta la sussistenza del danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione del provvedimento impugnato». Il Comune si è costituito in giudizio sostenendo, attraverso varie motivazioni, che il ricorso fosse infondato. Ma i giudici del Tar L’Aquila non hanno condiviso questo orientamento. E le ragioni, sono tutte nel tipo di lavoro svolto da B.P., che «in alcuni periodi dell’anno soggiorna in località diversa dal comune di Campotosto, per far fronte alle esigenze del proprio gregge. Ne discende», si legge nella sentenza, «che la ridotta presenza nell’alloggio non può avere quel significato univoco di abbandono o di disinteresse verso l’immobile». In particolare, i giudici hanno accolto l’istanza presentata dal pastore che in uno dei motivi di ricorso lamentava «il difetto di istruttoria, in quanto l’amministrazione, nel disporre la revoca dell’assegnazione del Map, avrebbe illegittimamente e irragionevolmente omesso di considerare le peculiari modalità di utilizzazione dell’alloggio da parte del beneficiario, peraltro del tutto analoghe a quelle della casa di proprietà, inagibile a seguito del sisma». Il Tar dell’Aquila ha anche condannato il Comune al pagamento delle spese di giudizio, fissate in 1.500 euro. (a.bag)
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