«No ai mezzi impattanti»

24 Dicembre 2016

Fusero, direttore di Architettura: sì ai trasporti ma difendiamo la Strada parco

PESCARA. Paolo Fusero, direttore del dipartimento di Architettura dell’università d’Annunzio di Pescara, la chiama «una considerazione di buon senso»: «In una città che si vuole dare obiettivi di sviluppo sostenibile», dice, «è necessario potenziare il sistema pubblico dei trasporti, ma non a scapito dell’unico asse pedonale e ciclabile di dimensioni europee quale è la Strada parco». Fusero guarda alla mobilità sostenibile in una città continuamente in preda allo smog e difende la Strada parco: secondo il docente, è possibile trovare un punto di equilibrio tra la necessità di un mezzo di trasporto ecologico che serva Pescara e la sua area metropolitana e la sopravvivenza della Strada parco. «Bisogna fare in modo», dice il docente, curatore dei Prg di Pisa e Parma e membro della Società italiana urbanisti tra il 2007 e il 2011, «che le due funzioni possano coesistere in promiscuità e per farlo, seguendo l’esempio di molte città europee, bisogna rinunciare a mezzi pubblici così impattanti quali quelli finora prospettati, come Filò, e scegliere soluzioni più soft, più contenute, tecnologicamente più avanzate, capaci di porsi in sinergia e non in contrasto con la pista ciclabile, anche a costo di abbassare la loro velocità commerciale di esercizio».

Con i mezzi ancora da scegliere, a causa dell’imminente rescissione del contratto tra l’azienda di trasporto regionale Tua e l’appaltatrice Balfour Beatty, la proposta di Fusero è uno spunto di riflessione. E il docente invita a non rinchiudersi nell’area Pescara-Montesilvano ma a considerare anche Francavilla e San Giovanni Teatino: «La storia amministrativa di Pescara è recente e ha inizio meno di un secolo fa, quando nel 1927 viene istituita la città, ritagliandone i confini amministrativi tra la provincia di Teramo e quella di Chieti. Ciò», dice l’architetto, «ha determinato un fenomeno che è divenuto una delle sue peculiarità: le aree periferiche della città sono il baricentro dell’area metropolitana. Ed è per questo che qualsiasi strategia territoriale che si voglia porre in essere non può prescindere dal coinvolgimento dei comuni dell’area metropolitana. L’aeroporto di Pescara, in realtà, è in gran parte nel comune di San Giovanni Teatino. I tre caselli autostradali sono a Sambuceto, Montesilvano e Francavilla. Gran parte dell’area commerciale e produttiva è fuori dai confini comunali».

Per Fusero, le aree devono essere collegate attraverso una «spina dorsale verde» secondo le tre direttrici Pescara-Montesilvano, Pescara-Francavilla e Pescara-aeroporto e puntando sui parcheggi di scambio agli ingressi della città: «Così, la mobilità interna alla città potrebbe funzionare a loop e prevedere che ogni anello abbia un raggio d’azione pedonale e sia dotato di un parcheggio. È chiara l’importanza che riveste il sistema dei trasporti pubblici e delle reti slow (piste ciclabili, parcheggi di interscambio, stazioni ferroviarie metropolitane, rigenerazione di aree pubbliche) così come è chiara la necessità di valorizzazione e di potenziamento della grande “T verde”, costituita dalla fascia lungomare (le pinete e la passeggiata a mare) e dal lungofiume». (p.l.)