«No alla militarizzazione della Forestale»

Il sindacato del Corpo manifesta a Pescara: «Sarebbe la fine della prevenzione in campo ambientale»
PESCARA. «Noi apparteniamo al Corpo forestale dello Stato con ordinamento civile e, con tutto il rispetto per chi appartiene ad altre amministrazione con ordinamento diverso, non vogliamo nella maniera più assoluta essere militarizzati».
Lo ha affermato il segretario del Sindacato autonomo di polizia ambientale e forestale (Sapaf), Gerardo Boccia, che è anche segretario per l'Abruzzo del sindacato, durante la manifestazione dei lavoratori del settore pubblico tenuta a Pescara (foto), nel giorno dello sciopero dei forestali di tutta Italia. «Il Governo», ha sottolineato Boccia, «ha decretato la possibilità di militarizzare tutti gli appartenenti al Corpo forestale e questo lo ha fatto in modo autonomo, senza consentire alle parti sociali e a noi di dire la nostra. Ad oggi abbiamo la possibilità di dare suggerimenti rispetto a quelle che sono le nostre funzioni in campo di polizia ambientale e forestale. Continueremo a protestare», ha aggiunto, « sulla militarizzazione». Sottolineando poi che gli agenti della Forestale sono «civili fin dal 1822», il segretario del Sapaf ha evidenziato che «in una regione come l'Abruzzo, che ha tre Parchi nazionali, la nostra presenza è fondamentale. Oggi sappiamo ciò che abbiamo fatto e che facciamo, ma non sappiamo che cosa faremo domani. Non ci è dato saperlo, abbiamo cercato interlocutori, ma è stato inutile. Non riusciamo a far sentire le nostre ragioni e i nostri suggerimenti per un settore strategico e fondamentale». «Non abbiamo nulla contro l'Arma e i colleghi in divisa nera», ha precisato il leader del Sapaf Marco Moroni alla manifestazione a Genova,« ma vogliamo mantenere le nostre peculiarità professionali in ambito civile perché la militarizzazione significherebbe la fine della prevenzione, che in campo ambientale ha un significato determinante».
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