«No alla pista di motocross nell’area di Sant’Agnese»

2 Dicembre 2018

CITTÀ SANT’ANGELO. No alla pista di motocross in contrada Sant’Agnese, dove insiste un sito di interesse paesaggistico. Lo dicono i tre consiglieri di opposizione al Comune di Città Sant’Angelo Lucia...

CITTÀ SANT’ANGELO. No alla pista di motocross in contrada Sant’Agnese, dove insiste un sito di interesse paesaggistico. Lo dicono i tre consiglieri di opposizione al Comune di Città Sant’Angelo Lucia Travaglini, Maurizio Valloreo e Matteo Perazzetti del gruppo SiAmo Città Sant’Angelo. «Mentre il Prg si è perso tra i vari annunci dei nostri assessori», scrivono i tre consiglieri, «si continuano a modificare irreversibilmente porzioni di campagne, di verde, paesaggi che non riavremo mai più. L'ennesimo vulnus al nostro territorio l'hanno inferto i nostri amministratori di maggioranza, in consiglio comunale: è stata infatti approvata l'ennesima Variante al Prg che stavolta trasformerà un'area di 78mila metri quadrati di interesse paesaggistico a Sant'Agnese in una pista da motocross. Una scelta incomprensibile», sottolineano Travaglini, Valloreo e Perazzetti «che ci indigna, irrispettosa del territorio e delle sue peculiarità; una scelta a cui l'assessore all'Urbanistica non ha associato alcuna motivazione politica». SiAmo Città Sant'Angelo ha espresso la ferma contrarietà a che una zona con una serie di vincoli (tutela paesaggistica, vincolo archeologico, vicinanza alle sponde del fiume, vincolo di scarpata), possa essere destinata a mutare per sempre le sue caratteristiche.
La scelta, che comunque dovrà seguire tutto un iter di Via, è «uno sfregio all'opera di quanti in questi anni lavorano per ridare vita ad un delicato e compromesso ecosistema, come quello fluviale: le emissioni acustiche renderanno impossibile la vita della tipica fauna locale». Per i tre consiglieri sarebbero emerse inoltre, dall'esame del primi pareri degli uffici regionali e dell’Arta, «una serie di criticità, quali un indice di pericolosità da elevata a media secondo il "Piano difesa dalle alluvioni” (Psda), rischio idraulico, il fatto che l'opera rientrerebbe nella fascia di rispetto del corpo idrico Saline perché a 150 metri da esso, e investirebbe un'area tutelata boscata, che non fanno capire per quale motivo l'amministrazione comunale, anziché fare questa variante, non indirizzi queste scelte nelle aree già deputate a ciò sul Prg».
Al momento della discussione e della votazione del punto, si è assentato il capogruppo Pd Franco Del Duchetto, «cosa che accade solitamente quando si è parte interessata, aspetto quest'ultimo che ci piacerebbe appurare. Ci riproponiamo di far valere ogni motivazione utile a tutelare la bellezza del nostro territorio nella prossima Conferenza di servizi regionale, nella cui competenza e attenzione confidiamo, per preservare una porzione di territorio che ha una sua storia antica, dove molti anni fa furono rinvenuti reperti archeologici, tanto da tutelarla con l'apposizione di un vincolo che avrebbe a nostro parere già dovuto far rigettare l'idea di questa variante».