“No” dei cittadini al centro per il trattamento fanghi

9 Aprile 2017

Città Sant’Angelo: assemblea pubblica sull’impianto previsto a Piano di Sacco A confronto i sindaci di Elice e Picciano, associazioni, grillini e Mazzocca

SANT’ANGELO. «Fronte comune per la difesa di Piano di Sacco». La realizzazione della piattaforma per il trattamento e il recupero di sedimenti di dragaggio fluviali e marino-costieri nell’area è stata al centro dell’assemblea pubblica convocata a Città Sant'Angelo dal sindaco Gabriele Florindi e dal vice sindaco Alice Fabbiani.

Erano presenti il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale con delega all'Ambiente Mario Mazzocca, il sindaco di Elice Gianfranco De Massis, il sindaco di Picciano Enzo Catani e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari.

Folta, inoltre, la presenza delle associazioni ambientaliste che a lungo hanno contrastato le varie iniziative imprenditoriali «a tutela dell’area di Piano di Sacco e dei cittadini angolani». «Hanno tutti ribadito con gran forza la contrarietà all’insediamento per il trattamento dei fanghi della ditta Nicolaj, cercando soluzioni congiunte e coordinate per fare fronte comune senza distinzioni di parte», racconta Fabbiani. È stata approvata all’unanimità la proposta del vice sindaco di ribadire nei Consigli comunali dei centri coinvolti la contrarietà all’impianto attraverso una delibera condivisa. «Una proposta di delibera condivisa che esprima ancora una volta il no a questo impianto ipotizzato in una zona priva delle caratteristiche necessarie per ospitare centri che trattino rifiuti di ogni tipo» precisa Alice Fabbiani. «Questa è una battaglia che viene da lontano, dalle associazioni come Sos Territorio di Elice costituita dagli abitanti della zona, e dalle parti politiche, impegnata da tempo in documenti e azioni per contrastare tale opera. Sos Territorio ha prodotto anche una relazione geologica dettagliata sui motivi tecnici di non idoneità dell’impianto in quella zona. Piano di Sacco è un’area sovracomunale sulla carta a destinazione industriale. Ma non c'è nessun servizio, come ad esempio l’impianto di depurazione, che la renda tale».

L’incontro, definito da Mazzocca «una partecipata e sentita assemblea sul territorio, la duecentesima dall’inizio del mandato», ha prodotto «una serrata discussione per approfondire tutti gli aspetti della questione e individuare insieme forme di sviluppo sostenibile dell’area. Un ritorno al passato, qualcuno direbbe... Per noi invece è il modo di rapportarsi con le esigenze reali della collettività: un metodo tanto antico quanto attuale ed estremamente valido, basato sul confronto continuo con le comunità. L’unico metodo, peraltro, che conosciamo».

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