No Green pass, in 500 in piazza per il capo dei portuali triestini

25 Novembre 2021

Stefano Puzzer alla folla: «No alla discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, vogliamo la verità» Poi gli applausi e in posa per decine di selfie, di fronte alla massiccia presenza delle forze dell’ordine

PESCARA. Le parole che fanno scattare l’applauso: «Vogliamo sapere la verità». I cori che arrivano dalla piazza: «Giù le mani dai bambini». I canti: «La gente come noi non molla mai». E gli slogan: «La speranza ha due figli: l’indignazione e il coraggio».
C’erano circa 500 persone in piazza Salotto, ieri sera alle 19, ad accogliere Stefano Puzzer, il portuale di Trieste leader della protesta no vax giunto a Pescara su invito di Nico Liberati, a capo del coordinamento regionale No Green pass- Non toccate i bambini.
Una folla composta e pacifica di persone, senza mascherina ma distanziate, che recriminano il diritto di «scegliere liberamente se fare o meno il vaccino», che contestano il certificato verde definito «un obbrobrio giuridico» e lamentano, chiedendo l’anonimato, «la scarsa attenzione dei media sulle nostre battaglie», salvo, poi, mostrarsi diffidenti alle domande.
Puzzer sale sul palco, accompagnato da due colleghi portuali, Enrico Forlani e Massimo Coslovich: «No alla discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, non siamo no vax, non siamo facinorosi, vogliamo solo sapere la verità perché noi non siamo pecore, ma persone che ragionano e che chiedono di sapere come stanno le cose, nel rispetto della Costituzione. Non sono un divo, ma un lavoratore che ha scelto di sacrificarsi con la famiglia per non cedere ai ricatti. L’Italia è nostra, non di questo governo». Applausi. La piazza si scalda: «Giù le mani dai bambini» urlano. «Pescara è bellissima» osserva Puzzer prima del bagno di folla finale, «e io sono qui oggi, per rispondere all’appello di Nico». Spiega, Liberati che ha organizzato l’evento affiancato dall’attivista Sonia Arina: «C’è un bambino autistico, ma stiamo seguendo altri 5 casi simili, che da due anni non può accedere ai centri di riabilitazione, abbiamo chiesto aiuto al prefetto e al ministro per le Disabilità, Erika Stefani».
Nella piazza illuminata dalla luce degli telefonini che ondeggiano come a un concerto, lo spiegamento di polizia, carabinieri e finanza. «Nessuna contrapposizione con le forze dell’ordine, obbediscono agli ordini» rimarca Puzzer in riferimento al «giorno della vergogna» triestino, «si possono non condividere le idee, ma non deve mai mancare il rispetto». Cita il Vangelo: «Portiamo luce e amore» nelle piazze che attraversa e le ringrazia una per una, «dal Veneto a Capodistria». La sponda, questa, per annunciare che «stiamo creando una rete con altri portuali italiani» per accrescere i numeri della protesta «e se diamo fastidio vuol dire che non siamo invisibili, cresciamo e crediamo che il bene vincerà sul male». Intanto, «Valle d’Aosta e Veneto si sono gemellate con l’Abruzzo», rivela il portuale che gira l’Italia per ricordare che «questo è il mondo vero, dobbiamo recuperare i valori e tornare ad una vita sana». Poi scende dal palco e si concede ai selfie.
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