«Noi, in corsia tra minacce e aggressioni»

17 Settembre 2024

Il sindacato Nursind: tanti casi non si denunciano per paura. La Cgil: la sicurezza deve essere priorità

PESCARA. Il sindacato degli infermieri Nursind chiede: «La prossima volta a chi toccherà?», dice il segretario Antonio Argentini che, dopo l’aggressione ai medici nel reparto di Oncologia innescata dal decesso di un paziente rom, parla di «tragica quotidianità». Non è la prima volta che in ospedale scoppia la violenza, dice il Nursind, e non sarà nemmeno l’ultima se non ci sarà un giro di vite urgente. Il segretario provinciale Antonio Argentini lancia l’appello al prefetto Flavio Ferdani «al fine di istituire un tavolo tecnico permanente che analizzi il fenomeno e apporti i dovuti correttivi strutturali e organizzativi». Una necessità condivisa anche dalla Fp Cgil: «È una questione di ordine pubblico», dicono Massimo Di Giovanni e Luca Fusari.
«Questi episodi sono sempre più frequenti e violenti e continuano a registrarsi senza che nessuna azione atta a contrastarli venga posta in essere, dimenticando», osserva Argentini, «tutto quello che è avvenuto nel recente passato e, soprattutto, senza analizzare le problematiche che rendono possibili tali esecrabili comportamenti». Il sindacalista spiega che «a fronte di quanto assurge all’onore delle cronache, esiste un sommerso fatto di intimidazioni, minacce verbali e fisiche che spesso e volentieri non vengono denunciate o per paura di ritorsioni, anche al di fuori del luogo di lavoro, o perché si ricompongono in loco solo ed esclusivamente grazie al buon senso degli operatori sanitari. Resta il fatto che le cicatrici di queste vili aggressioni rimangono ben impresse nella mente degli operatori che, al di là della perdita di fiducia nell’istituzione, vanno al lavoro con uno stato d’animo quasi sottomesso in attesa del prossimo affronto. Sottolineiamo che nessuna azione propedeutica per prevenire questi vergognosi attacchi sia stata posta in essere».
Dopo la condanna della politica, il Nursind aspetta una svolta: «Auspichiamo un rapido intervento del legislatore che vada a tutelare i tanti professionisti della salute che vengono vituperati quotidianamente, ribadendo la necessità di prevedere, pene severe».
Esprime «solidarietà» al personale sanitario dell’Oncologia il sindacato Fp Cgil: «Il continuo ripetersi di atti di violenza nei confronti di operatrici e operatori sanitari pone, ancora una volta, il tema della sicurezza sul lavoro come una priorità non più differibile nei plessi ospedalieri», dicono Di Giovanni (Pescara) e Fusari (Abruzzo e Molise), «non esistono situazioni non prevedibili e non evitabili. Quanto accaduto, purtroppo, rappresenta sempre più la quotidianità di chi opera nell’ambito ospedaliero. Occorre più personale che possa gestire situazioni conflittuali come quella accaduta, occorre un posto fisso di polizia in ogni plesso ospedaliero, occorre una formazione mirata ad amministrare situazioni che mettano a rischio l’incolumità delle operatrici e operatori sanitari perché non è più tollerabile che chi lavora per la salute degli altri metta in pericolo la propria. Per questo durante l’incontro di giovedì scorso abbiamo ribadito l’estremo errore che stava facendo il direttore Asl Vero Michitelli, nell’ambito dei tagli di spesa, a ridurre il servizio di guardianìa, argomentando le nostre posizioni proprio in relazione alla tutela di chi opera in ambito sanitario». La Cgil conclude: «Chiediamo maggiore attenzione ai protocolli sul comportamento da tenere in caso di aggressione, che», dicono Di Giovanni e Fusari, «non possono essere considerati quali un mero adempimento». (p.l.)