Non c’è l’effetto Conte: il flop del M5S

12 Marzo 2024

La senatrice Di Girolamo: «Quando non corriamo da soli, veniamo penalizzati dagli elettori»

L'AQUILA. Le strade e le piazze piene per il premier Giuseppe Conte non hanno avuto l'effetto sortito. Il Movimento 5 Stelle, che alle lezioni regionali di cinque anni fa correva in solitaria, mentre ora era in coalizione con il centrosinistra, ha detto addio a due terzi del suo elettorato nella provincia dell'Aquila. Nel 2019, infatti, era riuscito a portare a casa 19.354 preferenze, pari al 13,33%. Domenica invece ha incassato solo 6.900 voti (4,92%). Un trend che rispecchia anche l'andamento regionale, con i grillini che in cinque anni sono passati da 126.165 voti (20,20%) e sette consiglieri regionali eletti, a 40.629 voti (7,01%) e soli due rappresentanti in consiglio regionale: Francesco Taglieri Sclocchi (Chieti) ed Erika Alessandrini (Pescara). La provincia dell'Aquila, che alle precedenti elezioni regionali aveva eletto Giorgio Fedele (2.875 voti) questa volta è rimasta a bocca asciutta. Fedele è riuscito ad arrivare a 1.790 voti, ma non ha conquistato il seggio. Più bassi tutti gli altri candidati. «È un risultato che sicuramente non ci soddisfa e non ci può soddisfare», ha commentato Fedele a margine del voto, «faccio un in bocca al lupo ai neo eletti e spero che sappiano interpretare al meglio i bisogni di questa terra. Per il Movimento questo deve essere un momento di riflessioni e di autocritica per individuare un nuovo percorso e un nuovo obiettivo». L'avezzanese Fedele è stato seguito da Attilio D'Andrea, ex assessore ai Trasporti del Comune di Sulmona, che ha ottenuto 1.345 voti. Per la senatrice Gabriella Di Girolamo ha pesato la corsa in coalizione con il Partito democratico, ma anche una mancata radicalizzazione sul territorio del Movimento.
«Credo che sia scontato il dato che quando il M5S va da solo riesce a ottenere un risultato, mentre quando va in coalizione un altro», ha evidenziato la senatrice Di Girolamo, «purtroppo l'elettore storico del Movimento ci penalizza quando facciamo questo tipo di scelta. Eravamo abbastanza preparati, ma era nostra intenzione tentare di andare a governare e quindi abbiamo scelto la corsa in coalizione. Abbiamo lanciato questa sfida con coscienza ma purtroppo abbiamo perso e questo è un dato chiaro».
Secondo la senatrice pentastellata il Movimento è stato penalizzato anche «da una mancata radicalizzazione nell'hinterland aquilano e in particolare dalla tradizione a destra del territorio. Tra Marsica e Valle Peligna i risultati sono stati leggermente diversi, a Sulmona per esempio la candidatura dell'ex assessore D'Andrea è andata molto bene. Ora va fatta un'analisi più chiara. Non siamo riusciti sicuramente a scuotere il tessuto degli elettori e soprattutto non siamo riusciti a scuotere l'astensionismo, cosa che invece agli albori del Movimento abbiamo sempre fatto. Il punto dell'alta percentuale dell'astensionismo a mio avviso ci deve portare tutti a riflettere: noi, il centrosinistra e il centrodestra».(e.b.)
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