«Non si fermi la lotta alla mafia»
Biondi e Liris (FdI): «Onore alle vittime». Fina (Pd): «Resta il dolore»
L’AQUILA. «La morte del boss Matteo Messina Denaro, avvenuta nell’ospedale dell’Aquila, a seguito dell’aggravarsi della sua malattia, mette il punto su una vicenda che racconta di violenza e sangue, sofferenze ed eroismi». Sono parole del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
«L’epilogo di una esistenza vissuta senza rimorsi né pentimenti», aggiunge, «un capitolo doloroso della storia recente della nostra nazione che non possiamo cancellare, ma di cui oggi possiamo narrare la fine grazie al lavoro delle donne e degli uomini che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la criminalità mafiosa. Oggi continuiamo su quella strada e consapevoli dell’importanza di trasmettere principi sani, anche grazie a iniziative, come il premio intitolato a Paolo Borsellino, utili a far sì che i nostri giovani abbiano memoria di chi ha reso l’Italia un luogo migliore. Di cosa è male e di cosa è bene. Ringrazio il personale del carcere Le Costarelle, le nostre forze dell’ordine, il nostro personale sanitario, per non aver mai fatto mancare professione e umanità».
Per il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, «la scomparsa di Matteo Messina Denaro non deve indurre ad alcun indugio, da parte dello Stato in tutte le sue articolazioni, nel proseguire la lotta alla criminalità organizzata. Le istituzioni devono proseguire a testa bassa per arginare fino a debellare le organizzazioni di stampo mafioso, in Sicilia ma non solo. Messina Denaro è stato un esempio negativo soprattutto per i giovani ed è per questo che va spiegato loro, sin dalle scuole, chi fosse e di quali crimini si sia macchiato . In questo momento un pensiero e un sentimento di gratitudine lo voglio rivolgere ai miei colleghi della Asl dell’Aquila, medici e personale sanitario che nel pieno ossequio al giuramento di Ippocrate lo hanno curato fino all’ultimo dei suoi giorni, e al personale del carcere delle Costarelle di Preturo per il lavoro svolto». Il senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del Pd, dichiara che «muore Matteo Messina Denaro ma non le mafie: rimane il dolore di chi per esse ha perso i cari, rimane l’impegno di donne e uomini dello Stato, associazioni, cittadine e cittadini, che le combattono tutti i giorni, per impegno professionale e in molti casi semplicemente civile».

