«Non è il buon samaritano, ecco le spese di Luciani»

Il consigliere di minoranza Di Renzo (Pd ) ricorda al sindaco che nei primi anni di mandato ha chiesto i rimborsi: tutto regolare, ma perché non dirlo?
FRANCAVILLA. Esplode la polemica sulle dichiarazioni del sindaco Antonio Luciani, che per l’anno 2014, ha deciso di rinunciare ai rimborsi previsti per la carica istituzionale che riveste, dalle spese per il cellulare alle trasferte, al fine di ridurre i costi a carico del Comune. Secondo il consigliere di minoranza Stefano Di Renzo (Pd), però, «non corrispondono al vero le dichiarazione del sindaco, secondo le quali fin dall'inizio ha rinunciato a tutto ciò a cui avrebbe avuto diritto, compresi gli spostamenti in auto, senza chiedere alcun rimborso neanche per il consumo di benzina o per costi autostradali».
Da una ricerca fatta dallo stesso Di Renzo negli uffici comunali, dal 2011 al 2013, Luciani avrebbe usufruito dei rimborsi. «Nel 2012, solo per spese e cene di rappresentanza sostenute dagli organi di governo dell’ente, sono stati spesi 4mila274,03 euro; in queste spese troviamo una cena per Terra Amica di 350 euro» scrive il consigliere Pd. «Sempre nel 2012, ci sono trasferte a Roma di Luciani del 18 aprile, per un rimborso di 240 euro, per l' utilizzo del mezzo di proprietà, vitto e alloggio. Altri 82 euro per una missione all’Aquila del 26 marzo. E ancora, 56 euro per rimborso viaggio per quattro trasferte a Chieti».
Di Renzo prosegue nell’elenco, citando «447 euro per una missione a Milano del 6 settembre a cui ha partecipato l'assessore Alibertini. Sempre Alibertini chiede un rimborso per spese di viaggio di 16,80 euro per una missione a Fara Filiorum Petri del 24 settembre. Ancora: 191 euro per un rimborso viaggio con auto propria per Luciani per una missione a Roma del 9 dicembre». Nei rimborsi del 2011, figurano «410 euro, sempre a favore di Luciani, per missioni a Roma e Brindisi del 5, 6 e 25 ottobre 2011, di cui 229 euro per un soggiorno al Grand Hotel Masseria Santa Lucia di Ostuni» prosegue Di Renzo. «Inoltre, sono emersi per il gennaio 2013, rimborsi per una missione ad Avezzano per un pranzo all'Antica Osteria di Cappelle dei Marsi. Rimborso richiesto non solo dal sindaco ma anche dalla sua segretaria, Cristiana Canosa, e dall'assessore Alibertini. Non siamo riusciti a venire in possesso dell'entità della fattura e invitiamo il sindaco a rintracciarla e a pubblicarla. Riteniamo che un rappresentante istituzionale che lavora per la città abbia il diritto di richiedere il ristoro delle spese sostenute. Non c'è nulla di sbagliato in questo» aggiunge Di Renzo, «non capiamo, però, perché Luciani voglia apparire come il buon samaritano che ci rimette di tasca sua, quando invece risulta che ha usufruito dei rimborsi che gli spettavano. Le sue dichiarazioni appaiono pura propaganda elettorale».
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