Notte dei saldi, sì per il 10 agosto: eventi e negozi aperti in centro

Trovato l’accordo tra il Comune e le associazioni di categoria: sarà possibile fare compere fino alle 23 E Cremonese punta a un piano per il commercio. Dall’inizio dell’anno sono state 194 le nuove attività
PESCARA. È stata scelta la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti, per lasciare aperti i negozi e consentire a tutti di fare shopping. Pescaresi e turisti, ma anche chi arriverà dai comuni vicini, il 10 agosto troverà le saracinesche alzate fino alle 23, come è stato deciso ieri durante l’incontro tra l’assessore Alfredo Cremonese e i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Casartigiani.
PESCARA SOTTO LE STELLE “Pescara sotto le stelle”, questo il nome ipotizzato dal Comune per la serata dedicata allo shopping, è stata voluta per rilanciare il commercio, attirare clienti, approfittando dei saldi. E proprio per questo non ci sarà un grande evento per attirare il pubblico ma il Comune organizzerà dei microeventi, per rendere l’atmosfera più piacevole. La zona interessata è quella centrale per cui non sarà necessario chiudere delle strade al traffico mentre è stato chiesto al Comune, spiega Fabrizio Vianale (Confartigianato), di «esentare i commercianti dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico e dalla Siae, per consentire loro di organizzare dei piccoli eventi». Cremonese ha voluto avviare un confronto con le varie sigle per valutare insieme le strategie da adottare in favore del settore, tenendo conto della «crisi del commercio tradizionale che ha subito l’attacco delle grandi catene, degli ipermercati e delle vendite on line. Una crisi che non riguarda il food and beverage, a Pescara, ma che va analizzata per capire cosa sta accadendo e cosa si può fare», dice l’assessore.
194 NUOVE ATTIVITàIl dato che registra il Comune (Sportello unico delle attività produttive) è di 194 nuove attività commerciali dall’inizio dell’anno, più 85 sub ingressi, legati a chi cede il passo ad altri. «Un dato che appare positivo ma si deve tenere conto anche delle chiusure», dice Cremonese, disponibile ad attivarsi con le associazioni di categoria per studiare possibili misure. Due su tutte, più volte sollecitate da chi rappresenta i commercianti e gli albergatori, sono la programmazione degli eventi (che «partirà a breve per Natale») e un piano di comunicazione efficace.
le richiestE DEI COMMERCIANTI
«Questo, di fatto, è il primo appuntamento estivo. L’apertura serale dei negozi, con qualche elemento attrattivo, può essere un’occasione per fare una passeggiata e per fare shopping. Ma da ora in poi ci si dovrà muovere prima per gli eventi», commenta Vianale. Pensando alla crisi del settore, chiede di «puntare a una svolta turistica, per Pescara, perché i turisti che arrivano in città d’estate consumano di più dei pescaresi che restano a casa». Quanto ai dati sulle nuove aperture, «andrebbero rivalutati tra sei mesi o un anno: la durata media delle attività si è abbassata, tra 12 mesi dovremo vedere se questi esercizi ci sono ancora».
«Non abbiamo voluto una serata evento per il concerto», commenta Gianni Taucci (Confesercenti), presente all’incontro con Marina Dolci. «Vogliamo invece che si dia risalto al fatto che i negozi resteranno aperti, che la città più commerciale d’Abruzzo sarà aperta. È importante riavvicinare il pubblico al tessuto urbano, non solo per l’economia del commercio ma anche dal punto di vista sociale». Anche Taucci commenta i dati sulle nuove aperture. «C’è una timida ripresa, ma c’è anche una mortalità molto veloce, e si deve tenere conto anche di questo, oltre che delle nuove difficoltà legate al momento storico, come la mancanza di materie prime e di prodotti, con i costi per l’energia». «Un incontro positivo e proficuo», per Riccardo Padovano (Confcommercio), che chiede «una promozione dell’iniziativa anche in altri comuni e province». «Tutto ciò che si fa è ben accetto», dice Dino Lucente (Casartigiani) ma «l’11 agosto molta gente è fuori, in ferie, e ci sono già state iniziative simili altrove. È un peccato che restino fuori i Colli, ad esempio, dove i residenti sono 40mila».

