Notte trascorsa davanti ai cancelli

Ore all’addiaccio per tanti giovani che hanno atteso lo show tra canti e selfie
PESCARA. I più coraggiosi hanno trascorso la notte tra venerdì e sabato stretti nei sacchi a pelo o distesi sui teli da spiaggia sistemati alla buona davanti ai cancelli sbarrati dello stadio Adriatico Cornacchia di Pescara.
E poco importa se la loro casa si trova all’angolo opposto della strada. Quello che conta, dicono in coro i giovanissimi parafrasando uno dei successi di Ligabue, è aspettare insieme “il giorno dei giorni”, ossia l’attesissima tappa pescarese del Mondovisione tour Stadi 2014. Con il cuore a tremila per un’attesa lunga mesi – dal giorno in cui il cantautore di Correggio ha ufficializzato il concertone _ e l’entusiasmo tipico del primo incontro (ma anche del secondo, terzo o quarto) con il loro big del cuore, il sole bollente di fine luglio sembra quasi passare in secondo piano di fronte alla carica adrenalinica dei fan sfegatati accalcati lungo il perimetro del campo sportivo.
«Siamo qui da ieri sera (venerdì per chi legge ndc), per essere precisi dalle 23», racconta un ragazzo, «abbiamo dormito qui e fatto amicizia con altri fan che hanno condiviso con noi questa magnifica esperienza».
«Beh, dormito si fa per dire», ribatte Paolo da Frosinone, «diciamo pure che ci siamo accampati».
«Stiamo sopravvivendo da ieri», sorride una ragazza di Andria, «è la prima volta che ascolto Ligabue dal vivo e sono emozionatissima».
Con litri d’acqua al seguito e qualche ombrellino per proteggersi dal sole, le ore trascorrono intonando i ritornelli dei successi più conosciuti di Ligabue tra un selfie con gli amici, un tweet e un post su Facebook per raccontare emozioni e stati d'animo.
“Urlando contro il cielo”, cantano a squarciagola dalle prime file del tappeto umano che si snoda davanti all’ingresso della curva nord. Qualcuno ha preparato uno striscione mettendo insieme le frasi più belle delle canzoni di Ligabue: “Certe notti mi fermo a pensare a quanto eri bellissima”.
Un altro scrive su una maglietta il titolo della sua canzone preferita: “Piccola stella senza cielo”.
In tanti, soprattutto i più giovani, mostrano orgogliosi fascette, t-shirt e cappelli con la scritta “Mondovisione tour”. Annachiara, Sara, Elena, Sara e Martina arrivano da Lecce con un carico di gioia e spensieratezza. Sono le 16 quando la security spalanca i cancelli dello stadio Adriatico e la folla fa il suo ingresso nel campo sportivo, correndo e cantando a squarciagola: “Il bello deve ancora venire”.
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