Nozze e comunioni Quando spendere è bello

15 Maggio 2017

Le famiglie sono disposte anche a indebitarsi per ottenere il meglio Tutte le cifre e una carrellata dei casi più incredibili. In Abruzzo e non solo

ROMA. Dopo l’acquisto o la ristrutturazione della casa e i debiti accumulati, dice l’Eurispes, gli italiani bussano alla porta delle banche per pagare cerimonie e festeggiamenti. Per una prima comunione si può arrivare a spendere 9mila euro, per un matrimonio anche 80mila.
Primavera, stagione di prime comunioni e matrimoni, cerimonie e giuramenti. In Abruzzo come nel resto d’Italia. Eventi indimenticabili ma costosi che costringono ad indebitarsi e a bussare alla porta di banche e finanziarie: oltre il 18% degli italiani, come certifica il rapporto Eurispes 2017, ricorre a prestiti, per entità molto vicini a un mini-mutuo, pur di far fronte alle spese per le celebrazioni che a volte possono davvero toccare cifre da capogiro. Per il primo incontro con il sacramento dell’eucarestia, infatti, si può arrivare a spendere anche 9mila euro, nei casi più estremi. Per uno sposalizio con un centinaio di invitati la cifra può addirittura superare i 70mila euro, viaggio di nozze compreso. Certo, esiste la possibilità di volare bassi, ma se al contrario si vogliono fare le cose in grande, allora il prestito diventa di fatto obbligatorio per molte famiglie. Anche perché sembra che agli italiani riesca davvero difficile resistere alla tentazione del lusso in queste circostanze. Al contrario, ad esempio, di spagnoli e francesi che si tengono sotto la soglia dei 12mila euro, come dicono le statistiche.
UN PO’ DI CONTI. A quantificare il costo di una prima comunione ci hanno pensato le associazioni dei consumatori. Ovviamente il conto sarà tanto più salato quanto più ampia sarò la platea degli invitati, ma ad incidere di più sul conto finale sono le bomboniere, il cui costo, hanno calcolato, può anche superare i 1000 euro, i servizi fotografici con cui immortalare l’evento e, naturalmente, il rinfresco che possono sfiorare i 4mila euro. Tutte voci in aumento almeno del 3-4% rispetto al 2016.
IL CARO SÌ. Ben più caro giurarsi amore eterno. Con il matrimonio, infatti, a meno che non si scelga un’opzione low profile, i costi possono schizzare alle stelle. Ad alleggerire il portafoglio sono soprattutto l’abito per le nozze, che costituisce circa il 20% dell’esborso totale; la cerimonia, sulle stesse percentuali; e il ricevimento che fa la parte del leone e si mangia il 60% del plafond a disposizione. Per un abito da sposa c’è chi arriva a spendere anche 10mila euro, più del doppio rispetto al completo che il giorno delle nozze indosserà lo sposo mentre per le fedi nuziali si va da un minimo di 300 ad un massimo di 1.500 euro. Ma è con la cerimonia che si raggiunge il top, arrivando a sborsare anche una cifra che oscilla tra i 50mila e i 70mila euro. Numeri ovviamente molto lontani da quelli dei matrimoni kolossal che hanno arricchito nel tempo le cronache rosa di giornali e settimanali, ma pur sempre assegni di una certa sostanza.
NOZZE DA GUINNES. Inarrivabile, ad esempio, la cerimonia celebrata in Puglia nel 2014 tra due rampolli del jet set indiano: una festa durata tre giorni, costata 10 milioni di dollari con 800 invitati, elefante e drone compresi. O quella da mille e una notte di due anni fa tra il figlio del sultano del Brunei, il principe Abdul Malik, e la sua dolce metà dal nome impronunciabile, Dayangku Raabi'atul 'Adawiyyah Pengiran Haji Bolkiah. Un matrimonio che più sfarzoso non si può, a cominciare dagli abiti, stracolmi d’oro e pietre preziose: sul diadema della sposa sei smeraldi a forma di goccia; la collana con pendente centrale, la spilla, il bracciale e l’anello tempestati di enormi smeraldi. Il bouquet di gemme al posto dei classici fiori (chissà se la sposa lo ha lanciato…).
Nella lista di chi non ha badato a spese per rendere unico questo giorno anche Madina Shokirova, figlia del magnate del petrolio Ilkhom Shokirova che ha indossato per l’occasione un abito ricamato con petali di organza, fili d'argento, centinaia di perle e di cristalli Swarovski, creato apposta per lei da stilisti britannici. Il prezzo? Solo 570mila euro. Una spesa più che sostenibile per chi ha fatto fortuna con l’oro nero. Ma mai come lo sfarzo esibito dal sovrano di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid, che sposò la principessa Salama nel 1979. I 20mila invitati vennero accolti in una sala grande quanto uno stadio di calcio. Cerimonia e festeggiamenti costarono più di 137 milioni di dollari. Roba da sceicchi, appunto.
FESTA A CREDITO. L’indebitamento per pagare battesimi, comunioni e matrimoni è, comunque, dicono le statistiche, al terzo posto nella graduatoria: sul podio invece l'acquisto di una casa (46,8%) e la necessità di pagare debiti precedentemente accumulati (27,6%). Più in generale, sempre secondo l’Eurispes, Il 28,7% delle famiglie italiane è ricorsa ad un prestito bancario negli ultimi tre anni, ma nel 7,8% dei casi non lo ha ottenuto. E’ dal Nord che arriva il maggior numero di richieste di accesso al credito pari al 39,8% del totale dei finanziamenti; a seguire ci sono i residenti del Centro, che rappresentano il 22,3% dei beneficiari. La somma media richiesta dagli italiani è superiore di poco agli 11mila euro. Ma promessi sposi e comunicandi possono risparmiare (leggi l’articolo di lato). Le soluzioni sono molte: vanno dall’allestimento della location con decorazioni a basso impatto ambientale, con carta, canapa e materiali riciclati, al buffet fai da te fino all’affitto di magioni meno blasonate, magari una sala dell’oratorio, dove ricevere parenti e amici. Certo, sono necessarie fantasia e abilità da bricoleur che non tutti possiedono, ma la spending review è assicurata.
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