Nulla di fatto anche su nomine e compensi del Cda

23 Gennaio 2015

MONTESILVANO. Slitta, a sorpresa, il sì del Consiglio comunale all’eliminazione dei compensi per il cda dell’Azienda Speciale e alla possibile riduzione dei suoi componenti. Dopo l’approvazione all’un...

MONTESILVANO. Slitta, a sorpresa, il sì del Consiglio comunale all’eliminazione dei compensi per il cda dell’Azienda Speciale e alla possibile riduzione dei suoi componenti. Dopo l’approvazione all’unanimità della delibera in commissione Regolamento e statuto, l’iter del documento si è arenato ieri mattina in sala consiliare a causa di un emendamento a firma del consigliere di Montesilvano Futura Corrado Di Battista.

L’iniziativa dell’esponente della maggioranza, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha generatonon pochi malumori dovuti soprattutto al contenuto dell’emendamento. La delibera originale, proposta dai dissidenti forzisti e dal gruppo Montesilvano Democratica, prevedeva infatti (attraverso la modifica dell’articolo 57 dello statuto), l’eliminazione delle indennità di carica per i componenti del Cda e la possibilità di poter decidere se nominare un consiglio di amministrazione da 5 o 3 membri, o di sostituirlo con un amministratore unico. Ma se nel documento licenziato in commissione tale decisione era appannaggio del Consiglio Comunale, attraverso la proposta di Di Battista (approvata comunque a maggioranza) la scelta passava nelle mani del sindaco.

Dopo le rimostranze dei proponenti, il presidente dell’assemblea, Umberto Di Pasquale – che ieri mattina, dopo le liti delle precedenti sedute, ha aperto la discussione rivolgendo ai consiglieri un invito ad assumere un atteggiamento più consono al regolamento – ha messo a votazione il rinvio del documento in commissione per una più approfondita analisi. Lo slittamento del dibattito è stato approvato all’unanimità. Intanto, i rumors che volevano il coordinatore di Montesilvano Futura, Mauro Orsini, alla guida del Cda dell'ente strumentale sembrano aver lasciato posto a un nuovo nome, quello di Emmalisa Di Felice, candidata non eletta dello stesso partito. (a.l.)

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