Nuova ferrovia, il sindaco si incatena per protesta

23 Marzo 2022

Gesto plateale di Di Clemente contro il piano di Rfi per il raddoppio della linea Insieme a lui un corteo di cittadini e politici: «Difendiamo il nostro territorio»

SAN GIOVANNI TEATINO. La fascia tricolore mischiata al metallo della catena con cui si è fatto legare al passaggio al livello di corso Italia. È stata questa l'immagine che il sindaco di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente ha voluto dare all'opinione pubblica e alla sua gente, un gesto plateale ma pieno di significato, a difesa del territorio, dell'economia e delle case dei suoi concittadini.
Dopo settimane di tavoli e riunioni, Di Clemente è stato di parola e a mezzogiorno in punto si è incatenato alla sbarra per dire no al raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma, almeno secondo il progetto presentato da Rfi, che impatterebbe in maniera importante sul territorio. Insieme a lui c'era il vice sindaco Ezio Chiacchiaretta, gli assessori Simona Cinosi e Paolo Cacciagrano e il consigliere comunale Roberto Ferraioli, ma soprattutto c'erano decine di cittadini, armati di cartelli e striscioni, che vedono a rischio le loro case e premono, insieme agli amministratori, per convincere Rfi a modificare il progetto, facendo ricorso a quell'interramento che San Giovanni Teatino chiede da tempo.
«Siamo qui per difendere il nostro territorio, minacciato da un progetto che distruggerebbe il nostro centro cittadino», ha spiegato il sindaco Di Clemente davanti a microfoni e telecamere. «Non possiamo accettare passivamente la realizzazione di un muro che andrebbe a dividere il cuore nevralgico di Sambuceto. Non solo: non possiamo assistere alla demolizione di tante case appartenenti ai nostri concittadini, ignari del progetto di Rfi che non ha nemmeno inviato una comunicazione per spiegarlo. Case costruite con anni di lavoro e di sudore e che adesso vengono messe a rischio da quest'opera». «Noi non siamo contrari all'infrastruttura», ha ripetuto per l'ennesima volta Di Clemente, «utilissima per favorire lo sviluppo della nostra regione. Chiediamo però che venga realizzata senza distruggere i territori che incontra. C'è un progetto di variante fatto dal 2018 proprio da Rfi: non capisco perché non lo si possa utilizzare per interrare il tracciato, almeno, nella zona centrale».
Una domanda che insieme a lui si pone anche il sindaco di Chieti Diego Ferrara, che ha lo stesso problema a Brecciarola, arrivato nel corso della mattinata di protesta per fare fronte comune insieme al collega. Da quello che filtra, domani dovrebbe esserci un incontro con il commissario straordinario Vincenzo Macello, atteso proprio tra Chieti e San Giovanni Teatino.
Tra qualche settimana si aprirà il dibattito pubblico sulla tratta che attraverserà i due Comuni e questa appare come l'ultima spiaggia per provare a modificare il disegno.
Nel frattempo però il messaggio che amministratori e popolazione hanno voluto lanciare appare chiaro: per difendere il loro territorio sono disposti a tutto.
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