Nuova Pescara? Aliano la boccia Il Pd: cominciamo dallo stadio

Il capogruppo di #montesilvano2019 non crede al progetto: «Non riusciamo ad accorpare vigili urbani e riscossione tributi, figurasi il Comune unico». Di Costanzo: si dia prova che il campanilismo è morto
MONTESILVANO. «La grande Pescara non si farà mai. Ciò di cui si sta discutendo in questi giorni è più utile ad assecondare malcelate esigenze di particolari settori del mondo imprenditoriale che a perseguire nobili obiettivi di contenimento della spesa pubblica». Non lascia spazio al dubbio il capogruppo di #montesilvano2019, Anthony Aliano, che nei giorni scorsi ha annunciato ricorsi contro ogni tentativo della Regione di giungere, entro il 2019, alla nascita di un solo Comune, con un unico sindaco, tra Pescara, Montesilvano e Spoltore.
Si sa che proprio a Montesilvano e a Spoltore si avvertono le maggiori resistenze al progetto di fusione avviato con il referendum del 2014. Una opposizione che – al di là dei numeri espressi nella consultazione popolare (vinse il sì, a larga maggioranza con il 64% dei voti) – si estende in modo bipartisan tra i fronti politici. A parte, la sostanziale adesione dei Cinque Stelle, sia il centrodestra che il Pd sollevano quanto meno delle perplessità. E se il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, non ha mai fatto mistero di essere contrario, ora anche il Pd di Montesilvano, con la segretaria cittadina, Romina Di Costanzo, mette alla prova il fronte del sì lanciando una sorta di provocazione ai pescaresi sulla dislocazione del nuovo stadio Adriatico.
Ma torniamo ad Aliano. «Da anni se ne discute», osserva il consigliere montesilvanese di maggioranza, «ma non mi pare di aver mai potuto riscontrare la capacità delle istituzioni di condividere i servizi, affinché se ne potessero contenere i costi. Se da un lato, sino a oggi, è risultato complesso finanche accorpare settori come quello della polizia municipale o della riscossione dei tributi. E se neppure è stato possibile trovare accordi su mobilità e viabilità, mi chiedo come si possa pensare di poter fondere strutture amministrative e organizzative dei Comuni per far nascere un unico ente».
Il tema dei servizi è cruciale, per il capogruppo di #montesilvano2019. «Se non siamo stati capaci, in tanti anni, di creare macrostrutture capaci di migliorare la qualità dei servizi resi alla cittadinanza, come si può immaginare di mettere insieme tre città in un anno scarso?», prosegue, «Comuni che, neppure presi singolarmente, riescono a garantire risposte su piani regolatori, viabilità, programmi mirati alla manutenzione del territorio».
Ma a preoccupare vi sono anche altre questioni “sensibili”, come la gestione degli immigrati oppure quella delle case popolari. «I finanziamenti statali e regionali», aggiunge Aliano, «sono solo una chimera, questo è chiaro a chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale. Perché sappiamo bene che né la Regione né il governo predisporranno coperture finanziarie».
La Di Costanzo (Pd) chiede di dare subito prova di una visione trasversale della politica sulla nuova dimensione urbana della città. «Se si riesce a ragionare davvero fuori dagli schemi campanilistici e dei tradizionali confini amministrativi» afferma, «lo si faccia, per esempio, sulla localizzazione del nuovo stadio di Pescara». Per Di Costanzo, è indispensabile aprire la strada a una cooperazione progressiva per ottimizzare funzioni e servizi. «In questa ottica», spiega, «sarebbe funzionale alle città interessate avviare un’unica pianificazione urbanistica per evitare inutili sovrapposizioni o nuovi insediamenti, privilegiando la riqualificazione dei milioni di metri cubi a disposizione di ciascuna città». Così come sarebbe necessaria una «gestione dei rifiuti che superi il paradosso della frammentarietà». Indispensabili sarebbero: «un piano di marketing turistico unico; un corpo unico di polizia municipale locale moderno e mobile con comuni politiche per la sicurezza. E soprattutto un piano della mobilità sostenibile, che valuti la pedonalizzazione della riviera e non connoti il nuovo mezzo di collegamento sulla Strada Parco come vettore che dal centro porti alla periferia». Insomma, partire dalla rete dei servizi per arrivare al nuovo assetto amministrativo, senza far prevalere l’idea di una città metropolitana, di stampo “pescaracentrico”.
«Ci auguriamo che il governatore Luciano D’Alfonso», chiosa Di Costanzo, «dia prova di intendere questo percorso non in maniera penalizzante, come annessione di due città al capoluogo, ma voglia avviare propedeutiche valutazioni di ampliamento dell’ambito di operatività dei servizi e della programmazione in una nuova dimensione metropolitana, in modo che ci sia un “Nuovo stadio nella Nuova Pescara”». (a.s.)
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