Nuova Pescara, da Montesilvano un altro no

Dopo Spoltore, approvata anche nella cittadina adriatica la delibera con cui si chiede di sospendere l’unione
MONTESILVANO. Dopo Spoltore, anche il Comune di Montesilvano dice no alla Nuova Pescara, la cui nascita è prevista per il 1° gennaio 2027. Ieri la seduta consiliare. La maggioranza, insieme con il consigliere Ernesto De Vincentiis (Lega) hanno votato a favore della delibera con cui si chiede alla Regione Abruzzo, l’immediata sospensione del processo di fusione e la conseguente abrogazione della legge regionale del 17 marzo 2023. I consiglieri del Pd (presenti in tre: Carmela Carnevale, Pietro Gabriele e Manuela Natale) hanno votato contro, così come il pentastellato Luca Verrocchio.
Il consigliere Fabrizio D’Addazio (Lista D’Addazio) è uscito al momento del voto, assente, per la stessa lista, Francesca Giuliani. Quattro gli astenuti. Con l’atto voluto dalla maggioranza si chiede inoltre di impegnare il Consiglio a richiedere al sindaco Ottavio De Martinis l'indizione di un referendum consultivo avente ad oggetto il seguente quesito: "Ritiene l'elettore che il processo di fusione del Comune di Montesilvano con i Comuni di Pescara e Spoltore, debba essere interrotto?".
Punto, quest’ultimo, escluso dalla delibera principale votata all’unanimità a Spoltore, dove comunque tale possibilità è rappresentata dall’approvazione di un emendamento presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Stelvio D’Ettorre. Anche questo provvedimento, nel corso del Consiglio, che si è tenuto al Comune di Spoltore il 29 gennaio, è stato approvato all’unanimità. Il referendum, viene specificato nella delibera approvata a Montesilvano, potrà svolgersi in concomitanza con il referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare", approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana del 30 ottobre 2025.
Inoltre il Comune di Montesilvano è disponibile ad avviare un processo che porti alla costituzione di una città metropolitana, che ricomprenda anche un ambito territoriale più ampio rispetto a quello attualmente coinvolto nel progetto di fusione, che salvaguardi le identità istituzionali di ciascun Ente, escludendo qualsiasi processo di fusione e soppressione dei Comuni esistenti. Soluzione questa più complessa, ma migliore dal punto di vista delle risorse da ottenere, secondo il sindaco Ottavio De Martinis, che focalizza l’attenzione sulla «necessità di non perdere l’identità territoriale». No quindi alla fusione dei tre Comuni e sì a una sinergia più ampia, che include più realtà. Un processo che prevede un iter parlamentare, ma che potrebbe portare all’ottenimento dei fondi necessari, in base al primo cittadino di Montesilvano.
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