Nuova Pescara, Maragno: «È una fusione frettolosa»

7 Agosto 2018

Il sindaco di Montesilvano critica la proposta votata ieri in commissione E il consigliere Di Stefano annuncia una manifestazione e 20mila volantini

MONTESILVANO. Ribadisce il suo “no” alla creazione della Nuova Pescara il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, poiché considera la proposta di legge votata ieri nella I commissione regionale e attesa oggi al varco del consiglio regionale «piena di criticità, a cominciare», dice, «dall’indecisione relativa al cronoprogramma sull’istituzione del nuovo Comune, che oscilla tra il 2021 e il 2024, creando incertezza e difficoltà nella programmazione e attuazione degli obiettivi delle prossime amministrazioni di Pescara e Montesilvano, a discapito dei cittadini».
«Sono trascorsi quattro anni», prosegue Maragno, «da quando nel 2014 i cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore hanno espresso la loro volontà. Quattro anni in cui la Regione ha ignorato il tema, giungendo oggi a licenziare un provvedimento in fretta e furia, pur di prenderne la paternità, ma di fatto scaricando tutte le incombenze ai futuri consigli regionale e comunali. Crediamo che sarebbe stato più funzionale procedere con gradualità a cominciare dalla condivisione dei servizi, quali la riscossione dei tributi, la pianificazione territoriale e urbanistica, le infrastrutture, l’integrazione delle reti e dei sistemi informativi, delle banche dati e dei corrispondenti processi di elaborazione e gestione, i lavori pubblici, le manutenzioni, la polizia locale, la gestione dei rifiuti, la tutela ambientale, la logistica e il commercio, la mobilità, i servizi e le politiche sociali, i servizi scolastici, la promozione turistica e solo una volta conclusa tale fase, giungere al definitivo processo di fusione».
L’ipotesi di unire Montesilvano, Spoltore e Pescara non piace nemmeno al consigliere comunale del gruppo misto Gabriele Di Stefano, che ieri mattina ha chiamato a raccolta alcuni cittadini davanti al Municipio, annunciando la volontà di «stampare almeno 20mila volantini che saranno distribuiti nelle case dei montesilvanesi» e, successivamente, organizzare una manifestazione pacifica. Di Stefano fa appello al governatore Luciano D’Alfonso «affinché ci lasci vivere in semplicità, lontano da piani infausti della Nuova Pescara». Secondo il consigliere, la fusione «ha avuto un’origine sbagliata in quanto si è votato con quattro schede elettorali, assieme alle comunali, alle regionali e alle europee, senza spiegare nulla ai cittadini di che cosa sarebbe successo. E infatti, dopo quattro anni, le persone non ricordano nemmeno di averla votata quella legge».
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