Nuova Pescara, si cercano nome e stemma

Il presidente della commissione Croce: «Sarebbe importante coinvolgere le scuole dei tre territori»
PESCARA. L’istituzione dei municipi per mantenere la rappresentanza territoriale di Montesilvano, Spoltore e Pescara nella Nuova Pescara e l’individuazione di un nome e di un nuovo stemma per identificare la futura città. Sono alcuni dei punti sui quali è al lavoro il Comune di Pescara nella redazione dello statuto del nuovo Comune, e che ieri mattina sono stati al centro della commissione permanente sulla Nuova Pescara del capoluogo adriatico. La seduta, presieduta dal consigliere Claudio Croce, ha visto l’audizione di Antonio D’Alessandro e Maurizio Di Nicola dell’ufficio di gabinetto del sindaco Carlo Masci. La legge prevede che la redazione dello statuto della nuova città sia demandata alla commissione Statuto intercomunale, presieduta da Enzo Fidanza. Il Comune di Pescara è al lavoro sulla scrittura di una sua bozza. La stessa linea è stata adottata anche dal Comune di Spoltore, che presto porterà la sua progettualità all’approvazione del suo consiglio comunale. Le due proposte verranno poi sintetizzate e uniformate nella redazione cumulativa che verrà preparata dalla commissione Statuto intercomunale, e poi approvata dall’assemblea costitutiva che unisce i tre consigli.
«Per effetto della legge», spiega Croce «possiamo costruire lo statuto in base alle esigenze della città che deve nascere. In questo rientra la possibilità di istituire dei municipi, opzione che ci è stata confermata la scorsa settimana durante l'incontro che abbiamo avuto a Roma che è servito a sviscerare alcuni dubbi».
Il riferimento è alla riunione che una delegazione, composta dai senatori Luciano D’Alfonso e Nazario Pagano, il presidente del consiglio comunale di Pescara, Marcello Antonelli, il presidente della commissione Statuto Enzo Fidanza, il consigliere Claudio Croce e Carlo Costantini, promotore del referendum, ha avuto con il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese.
«In quella sede abbiamo avuto conferma che nei processi di fusione si possono costruire municipi che rappresentano il territorio dei Comuni coinvolti», continua il presidente di commissione. C’è poi l'aspetto del nome. «La legge regionale non ha dato un nome e uno stemma alla città. Saremo noi consiglieri a inserirli nello statuto. In questo credo sia molto importante», propone Croce «coinvolgere la cittadinanza, partendo dalle scuole dei tre territori e dell'università».(m.pa.)

