Nuovi contagi a quota 143 Restiamo in zona bianca

Anche l’indice virale (Rt) sale a quota 1.4, ma non basta per cambiare la fascia Roseto, Silvi e Pineto le zone più colpite nelle ultime 24 ore. Scendono i ricoveri
Continua ad aumentare il numero di nuovi casi di Covid-19 in Abruzzo: 143 quelli accertati in 24 ore. Si tratta di uno dei dati più alti delle ultime settimane. Del totale, 91 contagi, cioè due su tre, riguardano solo il Teramano, dove ad essere particolarmente colpita è la costa. All'aumento dei casi, però, grazie ai vaccini non corrisponde un incremento dei ricoveri, che sono stabili.
Tutti gli indicatori restano assolutamente da zona bianca e sono lontanissimi dalle soglie oltre le quali scatta il giallo. A certificare la situazione e a confermare la permanenza dell'Abruzzo in zona bianca c'è anche il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute.
NUOVI CASI.
I 143 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 3.067 tamponi molecolari: è risultato positivo il 4,7% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di un anno del Chietino e il più anziano è una 90enne del Teramano.
Ad essere particolarmente colpita è la costa teramana: dei 91 contagi emersi in provincia, sedici sono a Roseto degli Abruzzi, tredici a Silvi e nove a Pineto. Numeri più contenuti nelle altre tre province: 25 casi nell'Aquilano, 23 nel Chietino e nove nel Pescarese. Gli attualmente positivi salgono a 2.097 (+87). I guariti delle ultime ore sono 56. Non si registrano decessi recenti.
I RICOVERI.
A dispetto dei numeri relativi ai contagi, grazie ai vaccini restano stabili i dati sui ricoveri, che non destano particolare preoccupazione.
In ospedale ci sono 73 persone, cioè due in meno rispetto a giovedì. In particolare, 66 pazienti (-3) sono in area medica e sette (+1) sono in terapia intensiva. Gli altri 2.024 attualmente positivi sono in isolamento domiciliare (+89).
Se i ricoveri sono il vero termometro della situazione sul territorio, al momento il quadro in Abruzzo non è allarmante. I parametri per la classificazione delle regioni in aree di rischio colorate, d'altronde, si basano principalmente sui ricoveri.
LA ZONA BIANCA.
In Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto è al 4% per le terapie intensive e al 5% per l'area medica, ben lontano dalle soglie da zona gialla, rispettivamente del 10 e del 15%. Il dato sulle rianimazioni è migliore di altre regioni, come, ad esempio, le vicine Marche (10%) o il Friuli Venezia Giulia (9%). Migliora anche l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che scende di un punto ed arriva a 48.
Il dato abruzzese è di gran lunga inferiore di quello di molti altri territori, tra cui la provincia autonoma di Bolzano (189) e ancora una volta il Friuli (139). Un'incidenza superiore a 50, unita al superamento delle soglie di allarme dei ricoveri, determina il passaggio in zona gialla. Ma l'Abruzzo per ora non corre questo rischio. Lo conferma anche l'ultimo monitoraggio settimanale di Iss e ministero, diffuso ieri.
Se da un lato aumenta l'ormai obsoleto indice Rt, che sale a 1,4, aumentano casi e focolai e cresce anche la percentuale di tamponi positivi, dall'altro i ricoveri mostrano valori da zona bianca. La classificazione complessiva di rischio, come tutte le altre regioni, è "moderata".
AEROPORTo.
Grazie all'attuale situazione epidemiologica favorevole e grazie al "corso positivo della campagna vaccinale", sei legge nel documento diffuso ieri dalla Regione, decade l'obbligo di tampone molecolare da eseguire all'arrivo in aeroporto per chi proviene da Malta, Spagna e Gran Bretagna.
Lo prevede un'ordinanza firmata ieri dal governatore Marco Marsilio, che dispone la cessazione di quanto previsto dal provvedimento del luglio scorso, adottato quando i contagi erano in aumento, in particolare in quei tre Paesi. All'origine dell'ordinanza, oltre all'attuale trend non preoccupante, ci sono anche le altre misure introdotte a livello nazionale ed internazionale, come il Plf obbligatorio (il modulo di localizzazione digitale) e la necessità di una certificazione Covid-19 al momento dell'imbarco.

