Nuovi contagi in calo ma le vittime sono 24

15 Aprile 2021

E nel palazzo dell’Emiciclo scatta il ritiro di mascherine cinesi

Altre 24 persone morte in Abruzzo con il Covid-19. Un dato, il più alto delle ultime due settimane, che fa seguito alle 21 vittime comunicate martedì. Se i decessi sono l’ultimo parametro destinato ad abbassarsi, perché rappresentano l’onda lunga dell’infezione, segnali positivi arrivano dai ricoveri che, nonostante un lieve aumento (passano da 612 a 615), sono ormai sotto la soglia di allarme.
I nuovi casi accertati nelle ultime ore sono 264. Il dato, seppur più alto rispetto agli ultimi giorni, è emerso da un elevato numero di tamponi.
ALTRI MORTI. Il bilancio delle vittime sale a quota 2.293. Solo nell’ultima settimana i decessi sono stati 93. I 24 segnalati nell’ultimo bollettino, 18 dei quali avvenuti nei giorni scorsi ma comunicati solo ieri dalle Asl, riguardano persone di età compresa tra 56 e 94 anni: quattro in provincia di Chieti, quattro in provincia di Pescara, 14 in provincia di Teramo, una in provincia dell’Aquila e una residente fuori regione.
Le sei vittime più recenti sono un 66enne di Pescara, due 69enni, uno di Teramo e l’altro di Avezzano, una 77enne di Giulianova, un 78enne di Orta Nova (nel Foggiano) e una 88enne di Spoltore.
NUOVI CASI. I 264 nuovi casi sono emersi dall’analisi di 5.884 tamponi: è risultato positivo il 4,49% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un anno del Teramano e il più anziano una donna di 97 anni del Pescarese. Quelli con meno di 19 anni sono 48: 16 in provincia dell’Aquila, 13 in provincia di Pescara, 12 in provincia di Teramo e sette in provincia di Chieti. La località con più nuovi casi è Pescara, con 27 contagi recenti, seguita da Teramo (17), Montesilvano (14), Avezzano (13) e Vasto (10). A livello provinciale, l’incremento più consistente si registra ancora una volta nell’Aquilano (81), seguito dal Pescarese (66), dal Chietino (62) e dal Teramano (55).
RICOVERI. Gli attualmente positivi sono 10.266, cioè cinque in più di martedì. I guariti delle ultime ore sono 233: il totale sale così a quota 55.968.
Stabili, in linea di massima, i ricoveri, che passano dai 612 di martedì ai 615 di ieri. In particolare, 557 pazienti (+4) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 58 (uno in meno, al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi accessi) sono in terapia intensiva.
Dopo due mesi di sofferenza, il tasso di occupazione dei posti letto è al di sotto delle soglie di allarme sia per le terapie intensive sia per l’area non critica: il primo è al 27%, a fronte di un valore limite del 30%, il secondo è al 37%, rispetto al livello di guardia fissato al 40%. Gli altri 9.651 attualmente positivi (+2) sono in isolamento domiciliare.
MASCHERINE SEQUESTRATE. Intanto in Consiglio regionale ieri sono state ritirate delle mascherine considerate a rischio. Si tratta dei dispositivi di produzione cinese di cui la Procura di Gorizia ha disposto il sequestro: dagli accertamenti, infatti, è emerso che la capacità filtrante è fino a dieci volte inferiore rispetto allo standard. La struttura commissariale nazionale, prima guidata da Domenico Arcuri, ne aveva importati 250 milioni. Poi su parte dei lotti sono emerse le carenze, cui ha fatto seguito il provvedimento di sequestro. La protezione civile regionale ha quindi avviato il ritiro dei pezzi già distribuiti, tra cui quelli dell’Emiciclo, ha bloccato la distribuzione all’utilizzatore finale nelle sedi in cui il materiale era stato consegnato e fermato la parte di mascherine che ancora doveva essere consegnata.