Nuovi dg, 2 ospedali verso il declassamento

Così il concorso della Regione per i nuovi manager bloccherà la realizzazione dei Dea di II livello
PESCARA. Se la Regione a guida Marsilio nominerà i due nuovi manager Asl, dell'Aquila e Chieti, difficilmente potrà poi applicare la riforma delle reti ospedaliere in Abruzzo con due Dea di secondo livello condivisi. I direttori generali, con le nuove nomine, infatti, resteranno quattro. E di conseguenza gli ospedali di Chieti e Pescara non potranno unirsi in una sola struttura funzionale, che nel policlinico teatino prevede il polo del cuore, mentre allo Spirito Santo pescarese i centri per ictus e traumi gravi.
Lo stesso discorso vale per il Mazzini di Teramo e il San Salvatore dell'Aquila, per i quali, sulla carta, è previsto l’altro Dea di II livello. Quattro dg sono però troppi per due grandi centri ospedalieri: di super manager ne basterebbero due. Sembra però ormai chiaro che non potrà andare a finire così se il concorso per la nomina dei successori di Pasquale Flacco a Chieti e Rinaldo Tordera all'Aquila andrà in porto a metà di aprile, dopo che il nuovo governatore Marco Marsilio avrà nominato la commissione che esaminerà oltre 30 domande e successivamente avrà scelto, in base al criterio fiduciario, i due nuovi direttori generali. Il futuro che aspetta la riorganizzazione della rete ospedaliera, fatta sulla base di una deroga al decreto Lorenzin, sarà così quello di Pescara e L'Aquila con organizzazione di Dea di secondo livello, mentre Chieti e Teramo saranno “declassati” a Dea di primo livello.
Per Marsilio è un rebus già risolto dopo che il tavolo di monitoraggio ha peraltro dato lo stop alla realizzazione in Abruzzo di super ospedali condivisi.
Un verbale, quello del tavolo romano, che può facilitare la scelta della giunta di centrodestra e del nuovo assessore alla Sanità subentranti al centrosinistra e all'assessore Silvio Paolucci. Due ministeri hanno infatti bocciato la decisione della Regione Abruzzo di pianificare i due ospedali ad alta specializzazione Chieti-Pescara e di Teramo-L’Aquila. Il tavolo romano, in pratica, ha chiesto alla Regione di scegliere tra i quattro ospedali quale deve essere Dea di II livello e quale Dea di I livello. «È necessario definire la precisa allocazione delle discipline e delle relative strutture (semplici e complesse)», scrive il Tavolo, «anche in funzione dell’area dell’emergenza-urgenza e nel rispetto dei parametri relativi ai bacini di utenza per il territorio di afferenza».
In sintesi, nel verbale del tavolo di monitoraggio che si è svolto lo scorso dicembre e che il Centro ha potuto visionare, i ministeri della Salute e dell’Economia (che fanno capo alla 5 Stelle Giulia Grillo e il ministro tecnico, ma in quota grillina, Giovanni Tria) chiedono che il nuovo documento di programmazione sia più coerente con il decreto ministeriale 70, quello firmato dalla ministra Beatrice Lorenzin, e che non preveda deroghe.
Se queste sono le premesse, dopo la nomina dei due nuovi manager, ad essere promossi saranno solo gli ospedali dell'Aquila e Pescara. Mentre Chieti e Teramo resteranno in serie B. E il rischio appare più che concreto. (l.c.)

