Nuovi edifici, Pd e M5S chiedono uno stop

L’opposizione sollecita l’amministrazione a cambiare la norma dei sottotetti e a sospendere i cantieri
MONTESILVANO. Sospendere temporaneamente, in autotutela, la costruzione di alcuni edifici in città e rivedere al più presto le norme tecniche di attuazione in attesa del nuovo Piano regolatore generale.
È quanto chiedono all’amministrazione comunale i consiglieri di opposizione dei gruppi Pd e Movimento 5 Stelle che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento in largo Venezuela per esprimere alla stampa il proprio punto di vista in merito al discusso tema urbanistico dell’aumento delle volumetrie e del recupero dei sottotetti. Dopo aver già promosso una commissione garanzia sull’argomento, le minoranze ora sollecitano pubblicamente la giunta De Martinis, l’intero Consiglio comunale e il dirigente del settore affinché si «congelino» temporaneamente alcuni permessi a costruire rilasciati sulla base delle vigenti norme tecniche di attuazione sulle quali è atteso, per marzo, il pronunciamento del Consiglio di Stato.
A scatenare il caso giudiziario è stato il ricorso presentato dai residenti di via Liguria contro la costruzione di un palazzo di 6 piani che sorgerà al posto di una villetta che ha, di fatto, temporaneamente sospeso il cantiere in attesa di sentenza. Ed è proprio quello che oggi Pd e M5S chiedono di fare al Comune di Montesilvano per quanto riguarda altre costruzioni in fase di realizzazione sulla base delle stesse norme, tra cui il nuovo palazzo che sta sorgendo sul lungomare nel quartiere Pp1. Nessun abuso edilizio, è bene specificarlo, dal momento che le costruzioni nel mirino delle opposizioni stanno sorgendo con regolari permessi a costruire rilasciati dal Comune in base alle vigenti norme tecniche di attuazione. Ma sono proprio queste ultime, che sarebbero diverse rispetto a quelle nazionali, a lasciare perplessi i consiglieri che ora chiedono al settore tecnico se ci sia la possibilità di sospendere i cantieri già avviati, almeno per la porzione dei sottotetti, fino al pronunciamento dei giudici.
La seconda richiesta, rivolta invece all’amministrazione comunale attraverso una mozione, è quella di andare a cambiare queste norme tecniche di attuazione così da evitare il «perverso meccanismo che autorizza, attraverso il recupero abitativo dei sottotetti», dichiarano, «innalzamenti fuori dimensionamento, con aumento delle cubature e un risultato aberrante dal punto di vista architettonico e paesaggistico». (a.l.)
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