Nuovi negozi in via Firenze aspettando la maxi isola

22 Novembre 2015

I commercianti sollecitano l’estensione dell’area pedonale anche nel primo tratto Molti puntano sul food, ma chiedono il sostegno dell’amministrazione comunale

PESCARA. La rinascita del primo tratto di via Firenze, quello che precede l'isola pedonale, passa per alcune attività commerciali. Aumentano di settimana in settimana i negozi che aprono su questo pezzo di strada, nei settori più vari, e se alcuni hanno già inaugurato e stanno sperimentando il periodo di rodaggio altri stanno per farlo.

«Abbiamo rianimato questa parte di via Firenze e fino ad oggi posso dire che è andata molto bene, ma per il futuro spero nella pedonalizzazione», dice entusiasta Lara D'Alessandro, titolare de “La Cantina di Lara”, che dai primi di ottobre vende vino sfuso e serve a tavola degustazioni a base di prodotti tipici abruzzesi, al civico 47. «Qui ho realizzato il mio sogno nel cassetto, che è quello di consentire a chi vive in zona di acquistare il vino sfuso (della Fattoria Teatina) e nello stesso tempo promuovere le bontà locali. Sui nostri tavoli si possono gustare, tra l'altro, i formaggi e i prosciutti del caseificio biologico di Scanno e la birra del birrificio agricolo Golden Roses di Pianella, con l'olio della Fattoria Teatina. Fino ad oggi la reazione è stata molto buona e c'è stata una risposta positiva sia dai giovani che dai meno giovani, compresi gli anziani, che sono interessati al vino sfuso. Non me l’aspettavo», aggiunge. La sera questa cantina resta aperta fino a mezzanotte e la titolare punta ad andare anche oltre, dal punto di vista degli spazi, per sistemare i tavolini all’esterno e « attrarre anche i turisti», considerato che la strada è «ad alta ricettività». «I bidoni andrebbero rimossi, e con l'isola pedonale potrebbe andare ancora meglio», conclude la commerciante, affiancata dal marito Antonio.

Da Chieti Tricalle si è trasferita in via Firenze 28 Elena Ariesanu, del negozio “Biosalute”, che si occupa di «tutto ciò che è bio e gluten free». «La nostra è una nicchia», spiegano Ariesanu e Luca Di Renzo, «ma speriamo che diventi una cultura diffusa perché sarebbe opportuno mangiare meno ma mangiare meglio, evitando una serie di prodotti industriali. Siamo convenzionati con la Asl, ci occupiamo anche di cosmesi, vendiamo il pane di Bucchianico su prenotazione, oltre a prodotti alla canapa, alimenti per vegani, vegetariani e celiaci, marmellate e miele prodotti rispettivamente dall'azienda agricola Fior di Montagna di Scanno e dall'azienda Colle Salera di Pratola», solo per fare alcuni esempi. «Abbiamo attivato delle collaborazioni con negozi della zona, come Il Mandorlo e Pizza & Gallery e vendiamo anche pacchetti di terapia del sale (di cui si occupa Kinga, a San Giovanni Teatino). In questo primo periodo abbiamo registrato un grande interesse per i prodotti del territorio e i clienti ci chiedono ortaggi e frutta fresca bio. Assicuriamo consegne a domicilio e ci siamo iscritti a lastminutesottocasa.it, per evitare che la merce in scadenza vada buttata». Tra i neonati, oltre a una lavanderia, c'è anche “Saporì”, al civico 157 - 159: una pizzeria, fritteria e gastronomia che punta «sulla qualità» e assicura prodotti non solo fritti «rigorosamente con olio di arachide», ma anche al forno, salati e dolci (come le graffe napoletane o le mezze lune al cacao).

«In questa zona», dicono Mario Esposito e il figlio Claudio, «non c'è grande movimento perché molte persone si muovono sul tratto pedonale di via Firenze e su corso Umberto. Sarebbe bello se l'isola pedonale si estendesse anche qui, dove stanno aprendo nuove attività», cioè un centro scommesse, una profumeria e presto un ristorante-pizzeria. «Oltre all'isola pedonale, poi, il Comune dovrebbe pensare a promuovere delle attrazioni anche su via Firenze, e non solo su corso Vittorio, ad esempio il mercatino, e dovrebbe creare incentivi per le attività commerciali, come era stato annunciato. Noi stiamo lavorando molto sulla pubblicità e ci piacerebbe far capire che c'è vita anche oltre l'isola pedonale».