Nuovo depuratore Scoppia la polemica sulla scelta dell’area
L’amministrazione comunale propone tre ipotesi su Pescara Ma il centrodestra insiste su San Giovanni Teatino o Spoltore
PESCARA. Sta per partire l’iter per la realizzazione di un secondo depuratore a Pescara. Opera per cui la Regione ha già previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro. Ieri, il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha annunciato, durante la sua audizione in commissione Lavori pubblici, che lunedì prossimo verrà portata l’apposita delibera in consiglio comunale per il via libera e per scegliere dove realizzarlo. Le proposte sono tre: nell’area dell’ex Cogolo; accanto al sansificio in strada vicinale Torretta; in un terreno di proprietà di Attiva in via Fiora, dove ora è presente una ricicleria.
«La proposta», ha spiegato il presidente della commissione Piernicola Teodoro, «è passata con il voto dei consiglieri di maggioranza e approderà in aula lunedì. Un voto, sia quello di oggi (ieri, ndr) che quello di lunedì, che significa anche responsabilità politica su un argomento così delicato per la salvaguardia di un settore trainante dell'economia cittadina, rappresentato dal turismo balneare».
«Non possiamo più permetterci ulteriori indugi e sottovalutazioni dell'argomento», ha aggiunto, «né tantomeno si può, in questa fase, cercare di scaricare su altri le responsabilità di un sistema che è arrivato a saturazione, proprio per la mancanza di iniziative e attività compiute negli anni precedenti. È necessario fare e utilizzare le risorse stanziate per agire al più presto».
La decisione di ricorrere alla costruzione di un nuovo depuratore è sorta nel marzo dell’anno scorso, quando la società Di Vincenzo, allora gestore dell’impianto attuale di via Raiale, comunicò al Comune che il depuratore era sottodimensionato rispetto alla reale portata dei reflui. «Una situazione nuova», ha ricordato Del Vecchio, «che è stata immediatamente sottoposta a verifiche e valutazioni. Ciò, ci ha portato a constatare, supportati anche dai dati dei mesi successivi, come al depuratore pervenissero portate oltre il limite della gestione ordinaria e ciò anche in periodi non piovosi. Quindi, senza l'ulteriore aggravio dell'acqua piovana, che pure va al depuratore perché i sistemi fognari non separano le acque bianche dalle nere».
«L'amministrazione comunale, subito dopo quella missiva», ha fatto presente il vice sindaco, «ha interessato la Regione che, sull'argomento ha convocato più di una riunione ampliandola ai sindaci di San Giovanni Teatino e Spoltore, i cui impianti fognari confluiscono su Pescara. Questo per individuare soluzioni alternative atte a garantire la qualità delle acque del fiume e della balneabilità del mare». «Le verifiche sul territorio sono state vaste e ampie», ha rivelato, «senza escludere alcuna soluzione ed è per questo che al termine di tutta questa attività si è ritenuto necessario programmare la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione, senza rinunciare ad altri interventi capaci di mitigare la situazione, in attesa dell'entrata in funzione del nuovo impianto». In proposito, il centrodestra ha sollevato una polemica. Alcuni consiglieri, ieri in commissione, hanno avanzato la richiesta di realizzare il nuovo impianto al di fuori di Pescara, visto che il depuratore servirà anche altri due Comuni.
Intanto, si sta procedendo anche al potenziamento dell’impianto attuale. Proprio alcuni giorni fa, l’Aca ha appaltato i lavori per 8,5 milioni.
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