Nuovo porto, i pescatori si rifiutano di trasferirsi

Francavilla. Nel nuovo regolamento comunale c’è la rimozione delle bancarelle E scoppia la protesta: «Così ci faranno chiudere, vogliamo restare dove siamo»
FRANCAVILLA. L’idea di doversi trasferire nel nuovo porto non piace ai pescatori Di Francavilla, che da generazioni lavorano vendendo il pescato lungo la costa cittadina, nei casottini o nelle bancarelle.
Il nuovo regolamento comunale ne prevede la rimozione, ma per ovviare al problema l’amministrazione ha ricavato uno spazio all’interno del porto. «Andare a lavorare nel porto significherebbe la fine della nostra attività», spiega Fabio Brocco, che con la sua barchetta lavora sul lungomare Tosti. «Questa è un’attività storica. Ogni pescatore ha il suo riferimento e lavora con la clientela di passaggio. Se ci mettono tutti dentro al porto si riduce il giro di affari e aumenta la concorrenza tra di noi, distruggendo quel poco che abbiamo ancora».
Claudio Di Renzo la pensa allo stesso modo: «Già con il Covid gli affari sono scesi di oltre il 50 per cento. Se ci tolgono anche la nostra postazione chiudo tutto». Alla Sirena c’è Franco Antonucci, che aggiunge: «Le nostre barche non sono idonee per attraccare in porto. Vanno lasciate sulla sabbia. Nessuno di noi è in grado di continuare a lavorare con le nuove impostazioni. Vogliamo rimanere dove siamo».
Omar Mucci, collega della zona nord, propone: «Si potrebbe lasciare il porto come punto base, dando però ai pescatori la possibilità di continuare a vendere nelle nostre bancarelle. Questo a patto che la struttura portuale venga messa in sicurezza. L’ingresso è troppo piccolo per barche come le nostre, basta una manovra sbagliata per finire contro gli scogli. E anche il mare grosso rischierebbe di fare danni importanti alle imbarcazioni dei pescatori». A quanto pare però, la decisione sullo smantellamento è presa. Le lamentele dei residenti hanno convinto il consiglio comunale a intervenire.
Lo stesso organo però non ha intenzione di lasciare a piedi la categoria: «Abbiamo pensato di ricavare uno spazio per la vendita nel porto», spiega il sindaco Antonio Luciani. «Non credo che questo alimenti la concorrenza e faccia scendere il volume di affari, anzi. Penso che avere un punto di riferimento favorisca l’afflusso della clientela. Mentre oggi bisogna andare a cercare la bancarella dove comprare il pesce fresco, in seguito tutti sapranno che questo sarà possibile nel porto. Un punto che garantisce anche più organizzazione sotto tutti i punti di vista. Il porto è una soluzione per offrire un'alternativa alla categoria, che altrimenti sarebbe rimasta senza riferimenti. Dopo l'estate convocheremo un tavolo con i diretti interessati per arrivare a una soluzione in grado di mettere tutti d'accordo».
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